Passeggiando tra gli scaffali di un supermercato, oggi si coglie una fotografia precisa dei consumi: più attenzione, più selezione, meno sprechi. Lo conferma anche Il Gigante, storico gruppo della grande distribuzione con una settantina di punti vendita sparsi soprattutto in Lombardia. Il primo trimestre del 2025 racconta una spesa che cresce lentamente, ma con segnali interessanti.
Il ritorno all’essenziale (ma con gusto)
I numeri sono chiari: nei primi tre mesi dell’anno, le vendite del settore alimentare sono aumentate dell’1%, mentre quelle relative alla cura della casa e della persona hanno fatto segnare un +1,5%. Una crescita contenuta, ma significativa in un momento in cui l’incertezza economica – anche legata ai possibili nuovi dazi annunciati dall’amministrazione Trump – invita alla cautela.
Il dato più evidente è la centralità del reparto ortofrutta, che con un +1,8% si conferma la scelta numero uno nel carrello. Seguono yogurt, cereali, uova e piatti pronti, insieme a un interesse sempre più marcato per prodotti vegetali ed etnici. La cucina veloce ma curata, l’alimentazione sana ma non rigida: è questo che oggi guida le scelte.
Chi scende e chi sale
Non tutto, però, è in crescita. Alcuni prodotti che per decenni hanno dominato la spesa sembrano soffrire. L’olio extravergine d’oliva, ad esempio, cede terreno all’olio di semi, complici gli aumenti nei costi delle materie prime. Stesso discorso per cioccolato e caffè, così come per biscotti e cibi per l’infanzia. I numeri confermano una razionalizzazione dell’acquisto.
Più stabile invece la situazione ai banchi della carne (in lieve preferenza la bianca) e del pesce.
Fedeltà ai marchi della casa
Un altro aspetto interessante riguarda i prodotti a marchio del distributore. Quelli firmati Il Gigante, in particolare, crescono di quasi il 5% rispetto allo stesso periodo del 2024. A dirlo è Giorgio Panizza, consigliere d’amministrazione dell’azienda, che sottolinea anche la sempre maggiore attenzione dei clienti alle promozioni mirate e alla qualità percepita.
Cura della persona sì, abbigliamento no
Nel non alimentare, il settore della cura personale segna un +2%, mentre continua la flessione dell’abbigliamento, che perde un altro 2,5%. Sostanzialmente invariato l’andamento di piccoli e grandi elettrodomestici.
Il quadro che ne esce è quello di una spesa più misurata, ma non rinunciataria. Il consumatore 2025 cerca equilibrio: vuole risparmiare, ma senza abbandonare la qualità. Vuole benessere, ma senza eccessi. E soprattutto, cerca certezze in un tempo dove anche un carrello della spesa può diventare un indicatore sociale.


