Wednesday, September 09, 2026
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Influenza: superato il picco, resiste una coda. Si attende il nuovo piano anti pandemia. Intervista a Fabrizio Pregliasco

Marzo 08, 2025

Fra poco meno di due settimane  la stagione invernale cederà il passo alla primavera, in campo sanitario questo è tempo di bilanci sull’andamento dell’ultima tornata influenzale.
Ne abbiamo parlato con il prof. Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Ospedale Galeazzi di Milano.

“Come avevamo previsto le infezioni respiratorie, non solo l’influenza, ci hanno dato filo da torcere  per l’intensità con cui sono stati colpiti adulti e soprattutto bambini sotto i 5 anni. E non è ancora del tutto finita, c’è una coda di influenza e di altri virus parainfluenzali che talvolta vengono confusi con forme di allergia primaverili“.

E il Covid  professor Pregliasco?

Il Covid, anche se non se ne parla per quel fortissimo desiderio di normalità che è diffuso, c’è ancora, basti dire che ogni settimana in Italia 50 persone muoiono col Covid. Bisogna dire che sono casi di pazienti in condizioni pregresse di grande fragilità e con più patologie“.

Prof. Fabrizio Pregliasco

– A proposito di Covid, professore come valuta la commissione istituita dal Governo sulla gestione della pandemia?

Mi fa specie, in questo momento, che la Commissione non si occupi di quello che le Regioni hanno fatto ma esamini fatti a livello nazionale, cercando di dimostrare presunte irregolarità, incapacità, ruberie che ci sarebbero state, dando ascolto anche personaggi, esplicitamente no vax, che nulla hanno a che fare con la scienza e che, in altri tempi, si sarebbero definiti “nani e ballerine”.

– Senta ma l’impegno di stilare un nuovo piano pandemico a che punto è?

Ospedale Galeazzi

Un anno fa era uscita una bozza che ho trovato molto bella perché conteneva tutto quello che serve per combattere una eventuale pandemia. Quella bozza è finita nel nulla. Adesso ce n’è una nuova che letta attentamente, al di là delle interpretazioni giornalistiche, non esclude le stesse criticate iniziative come il lockdown, le mascherine e successivamente le vaccinazioni, che sono state prese per il Covid. La differenza col passato sta nel precisare chi può assumere queste decisioni che sono squisitamente politiche. Questa bozza dovrebbe andare alla Commissione Stato Regioni per attuarla”.

– È sempre una scelta tra libertà dei singoli e interesse della collettività?

Certo guardi cosa sta succedendo in America dove persino un convinto no vax con il ministro della Salute, Robert Kennedy junior, ha dovuto fare dietrofront davanti alla epidemia di morbillo che sta colpendo il Texas. Facendo anche una pessima figura, il ministro ha dovuto ammettere che la vaccinazione è un elemento fondamentale per tutelare la collettività”.

– E comunque l’esplodere di una pandemia porrà anche in futuro la necessità di conciliare esigenze diverse?

Certamente le scelte della politica dovranno tener conto di tre fattori difficili da conciliare: la salute, l’aspetto psicosociale, l’aspetto economico. Faccio un esempio: Trump, nel momento dell’emergenza, aveva scelto scientificamente di non porre restrizioni che penalizzassero l’economia, lasciando perdere l’aspetto della salute ma, e pochi lo sanno, aveva varato consistenti finanziamenti alla ricerca del vaccino mRNA. Una svolta storica nel contenere le morti da Covid“.

Alessandra Rissotto

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