Wednesday, September 09, 2026
Attualità

Il Carnevale di Venezia rivive la leggenda di Giacomo Casanova

Febbraio 24, 2025

“Ed ecco Venezia nel pieno Carnevale! Non ti riconosco, bella, e non vale. Con un berretto buffo, sotto una maschera strana, senz’altro di una magia, qui si trattava” (Madlena Serdyuk).

E in occasione del Carnevale della Laguna, arriva “La cena di Carnevale a Venezia: la leggenda di Casanova”, in programma il prossimo sabato 1 marzo in un antico palazzo del 14º secolo, e situato nel cuore di Venezia, a pochi passi da Piazza San Marco e dal teatro La Fenice. Un’elegante cena in maschera e uno spettacolo dal vivo a tema “La Leggenda di Casanova”. Ad accogliere gli ospiti, artisti in maschera che introdurranno alla serata con un aperitivo di benvenuto. In seguito, inizierà la festa con musica e intrattenimento dal vivo, in cui figuranti professionisti presenteranno una lezione di valzer e balli galanti a tema, per un divertimento indimenticabile. La serata entrerà nel vivo, con la cena di gala in costume, servita nella sala del ristorante dove, tra una portata e l’altra, si alterneranno esibizioni di cantanti e artisti che faranno scoprire agli ospiti il mondo di Casanova. Giocolieri, ballerini e cantanti, saranno pronti a suggestionare il pubblico e a coinvolgerlo in un’esperienza sensazionale.

E il nome di Giacomo Casanova, è irrimediabilmente legato alla fama di seduttore e libertino. La vita di questo avventuriero, raccontata da lui stesso in un’autobiografia, è sorprendente e ai suoi tempi suscitò scandalo. Amante, avventuriero, diplomaticoscrittore e spia ‒ tra le altre cose ‒, Giacomo Girolamo Casanova sembra il protagonista di un romanzo. E in effetti visse proprio come se lo fosse, pur essendo un uomo in carne e ossa, e vale la pena chiedersi quanto ci sia di reale e quanto di inventato nelle sue memorie.Casanova aspirò per tutta la vita a trasmettere il proprio nome ai posteri e alla fine ci riuscì, anche se non nel modo in cui aveva speratoLe sue opere di maggior successo furono appunto le autobiografie, mentre la maggior parte della sua produzione ‒ incluse traduzioni di classici come l’Iliade e trattati su svariati temi ‒ fu accolta senza troppo entusiasmo. Fu un uomo che s’innamorò del proprio mito, che aveva inventato per crearsi un posto nel mondo, ma in cui alla fine rimase intrappolato. Casanova nasce il 2 aprile 1725 a Venezia, in seno a una famiglia benestante che però non apparteneva alla nobiltàIl fatto di sentirsi escluso dalle sfere più alte della società a causa della sua nascita fu un gran peso per lui, tanto che arrivò ad affermare di essere il frutto di un’avventura della madre con un rampollo Grimani, una delle famiglie più importanti dell’aristocrazia veneziana. Per quanto quest’affermazione non sia mai stata dimostrata, è possibile che non fosse priva di fondamento, dato che, alla morte del padre, i Grimani gli offrirono la loro protezione. Dopo aver frequentato gli studi di diritto a Padova, cominciò a lavorare al servizio di avvocati e diplomatici, ed ebbe così la possibilità di viaggiare per tutta Europa. In questi viaggi, cominciò a coltivare la fama di libertino, che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita, dimostrando spesso che gli interessavano più le donne che gli affari che l’avevano portato all’estero, e provocando notevoli scandali. Ebbe relazioni con donne sposate, s’innamorò di una cantante che si faceva passare per un castrato per guadagnarsi da vivere, e diede riparo nella residenza di un cardinale a una giovane che era scappata di casa, solo per citare alcune delle sue avventure più celebri. Il problema di Casanova però non era tanto rappresentato dalle scappatelle, quanto dalla mancanza di discrezione. Viene quindi arrestato dagli inquisitori di Venezia nel 1755, e incarcerato a Piombi, le secrete del Palazzo Ducale, con l’accusa di libertinaggio. La detenzione non durò molto: insieme a un altro prigioniero scappò dalla cella attraverso un buco praticato nel soffitto, salì fino al tetto e si calò nel palazzo da un abbaino. Una volta dentro, si finse un invitato che si era perso nelle stanze e un domestico lo scortò fuori. Lui e il compagno salirono su una gondola, e scomparvero nel mezzo della notte. Gli inquisitori, che non potevano consentire una simile beffa, si lanciarono alla sua ricerca per catturarlo e costrinsero Casanova a fuggire fuori dalle frontiere della repubblica di Venezia. Fu solo diciotto anni più tardi, che gli fu concesso un indulto, ma l’avventuriero seppe far buon uso del suo tempo. Viaggiò per tutta Europa e, pur essendo un ricercato, raramente visse di stenti: semmai il contrario. E durante l’esilio conobbe personalità di ogni tipo, come Voltaire, Mozart, Benjamin Franklin, il papa Clemente 13º, il re prussiano Federico il Grande e la zarina Caterina la Grande. Nel 1774 giunse finalmente l’indulto, e Casanova poté tornare nella sua Venezia dopo diciotto anni di esilio.

Sorprendentemente, una delle prime cose che fece fu presentarsi agli inquisitori per offrirgli i suoi servizi di spia, un “lavoro” che aveva già esercitato in esilio. Sembra comunque strano che si sia proposto come informatore alla stessa istituzione che lo aveva imprigionato e ricercato: probabilmente voleva solo spillargli dei soldi. Il suo carattere trasgressivo gli giocò un ultimo tiro quando, offeso da uno dei Grimani, la famiglia che gli aveva dato protezione, decise di vendicarsi pubblicamente: scrisse un pamphlet in cui, sotto una patina mitologica, rivendicava di essere il figlio naturale di Michele Grimani, mentre chi lo aveva offeso era dichiarato frutto di un’infedeltà. Che fosse vero o no, una famiglia di tale prestigio non poteva perdonare un’offesa simile, e nel 1783 Casanova fu condannato al secondo e definitivo esilio. Si trasferì prima a Vienna, poi a Dux (oggi Duchcov, in Repubblica Ceca), lavorando come bibliotecario nel castello del conte Walstein, dove morì il 4 giugno 1798. Per aggiungere un ultimo mistero alla sua vita, non si sa dove fu sepolto. Ma d’altronde … “posso dire di aver vissuto”, scrisse lo stesso Casanova!

Alessandra Pirri

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