Sono in arrivo i test psicologici-attitudinali per i magistrati. Niente da dire, se non che a mio modestissimo avviso basterebbe escluderli dalla professione in caso di gravi errori giudiziari, vedasi la quantità di innocenti condannati. E regalargli sanzioni proporzionate ai comportamenti non etici e non consoni alla loro professione, che- termine da un po’ inusuale- è anche una missione. Come succede ad esempio per i medici.
Ma i test sono oramai una pandemia. Si usano anche nelle professioni “della mente” sostituendosi all’osservazione, all’empatia, all’esperienza di chi ha a che fare con le persone. Certamente comodi, si elaborano per lo più al computer. Evitano la comprensione, sempre più in disuso, della persona umana nelle sue sfaccettature complesse. Evitano la valutazione del comportamento passato, l’osservazione oggettiva di quello presente. A dar fede ai manuali diagnostici ci si ritrova affetti da qualcosa quasi tutti; ottimo per le case farmaceutiche, per gli insegnanti di sostegno, per le videochiamate anche psicoterapiche.
Ricordo come alle prove attitudinali fosse risultata negata per la matematica una mia compagna, diventata la più giovane cattedratica alla Normale di Pisa.
Quanto a me, mi ero divertita a pilotare con le mie risposte una sentenza di orientamento, puntualmente arrivata in omaggio al mio stratagemma. Volevo già allora evidenziare i limiti di certe sessioni di “orientamento”.
Non nego che parzialmente i test possano servire, ma il problema grave è la loro moltiplicazione e diffusione standardizzata. Ribadisco che nulla possa sostituire l’esperienza, l’osservazione, l’empatia, l’intelligenza, la buona fede di chi è autorizzato nientemeno che a definire le persone, dall’infanzia in su. Definizioni che incidono sull’autostima e sulle vicende anche professionali.
Pochi test dovrebbero essere aggiunti alla relazione personale. E resta comunque un’incognita. È ad esempio noto che sovente non si può comprendere la paranoia fino a che non si manifesti in qualche evidente esternazione.
Quanto ai magistrati, la loro opposizione al provvedimento mi sa, oltre che di diffidenza, di timore.
Federica Mormando

Psichiatra-psicoterapeuta-presidente Human Ingenium e Eurotalent Italia


