Wednesday, September 09, 2026

Società

Fratel Ettore, si conclude a Seveso la fase diocesana per la causa della sua beatificazione

Novembre 23, 2023

Sabato 25 novembre si conclude a Seveso la fase diocesana del processo di beatificazione di fratel Ettore Boschini, per tutti “fratel Ettore”, il religioso camilliano scomparso nel 2004 dopo una vita al servizio dei più poveri ed emarginati.

La cerimonia si svolgerà nel luogo in cui è sepolto il camilliano, Casa Betania (corso Isonzo 90), sede dell’Opera Fratel Ettore, la realtà che offre accoglienza alle persone senza fissa dimora.

Sarà l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, sabato, a suggellare la fine dell’iter canonico con la chiusura dell’istruttoria per la beatificazione, aperta nel dicembre 2017 sempre a Casa Betania. Successivamente la documentazione sarà sigillata e inviata a Roma al Dicastero delle Cause dei Santi, dove il materiale raccolto verrà ripreso nella Positio, ossia nel volume da presentare prima a sei storici, poi a sette teologi, infine, ai vescovi e ai cardinali membri del Dicastero. La postulatrice della causa è la storica Francesca Consolini.

Fratel Ettore mentre aiuta i senzatetto alla Stazione Centrale

A partecipare alla cerimonia, oltre a una rappresentanza di religiosi camilliani, mons. Ennio Apeciti, responsabile del Servizio diocesano per le Cause dei Santi, don Marco Gianola, collaboratore dello stesso Servizio e promotore di giustizia della causa, e padre Walter Vinci, postulatore dell’Ordine Camilliano, che si occuperà di seguire a Roma la procedura per la beatificazione di fratel Ettore.

Nato da una famiglia di agricoltori nel 1928 a Roverbella (Mantova), fratel Ettore decide, all’età di 24 anni, di entrare nell’Ordine dei Camilliani per pronunciare i voti temporanei come “Fratello” nel 1953. All’inizio degli anni Settanta viene destinato a Milano e inizia così il suo impegno al servizio delle persone più in difficoltà realizzando nel 1979 un “rifugio” nei sotterranei della Stazione Centrale di Milano dove accogliere perlopiù senza tetto.

Negli anni Ottanta e Novanta fonda altre strutture di accoglienza e apre Casa Betania, dove oggi vengono accolte circa 150 persone. Muore a Milano il 20 agosto 2004 a causa di una forma di leucemia.

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