Nei giorni scorsi a Napoli si è tenuto il XII Congresso Nazionale A.I.M.S. (Associazione Internazionale Mediatori Sistemici). In rappresentanza della Calabria è stato invitato l’Istituto Comprensivo di Cetraro, rappresentato dalla docente Iolanda Enrica Rugiero, mediatore familiare e scolastico.
Il tema del congresso era “Umanità in conflitto – Coltivare i legami, prevenire la violenza”. Sono intervenuti i maggiori esperti del settore, tra cui: Pasquale Busso, Lilia Andreoli, Fabio Bassoli, Giuseppe Ruggiero, Dino Mazzei, nonché antropologi, giuristi e professionisti della relazione di aiuto nonché docenti delle più prestigiose Università Italiane.
L’istituto comprensivo di Cetraro è stato invitato in quanto, nel corso del 2018 ha avviato, in via sperimentale, la mediazione scolastica, sviluppando un’idea progettuale che ha trovato l’immediato favore del dirigente scolastico Giuseppe Mantuano, e la collaborazione partecipata dei docenti della classe interessata. Il progetto è stato concepito, organizzato e realizzato dalla docente Iolanda Rugiero, con la cooperazione esterna della psicologa e psicoterapeuta Rossella Palmieri oltre che con la supervisione di Lilia Andreoli, docente A.I.M.S. e direttrice del Centro Studi di Legnano.
“L’idea di presentare nella nostra scuola il progetto “Mediazione Scolastica” ha detto Rossella Palmieri –, nasce a seguito della personale partecipazione al relativo Corso di Specializzazione seguito presso il Centro Studi e Ricerche per la Mediazione Scolastica e Familiare di Legnano (MI), convenzionato con le Facoltà di psicologia dell’Università Bicocca di Milano, dell’Università Cattolica di Milano e dell’Università Statale di Pavia. La scuola è un sistema complesso; numerosi sono gli individui che lo compongono e molteplici sono le figure professionali che vi operano (dirigenti, impiegati, insegnanti, studenti, collaboratori scolastici, psicologi, educatori, ecc.-). Un sistema, inoltre, che si combina ed interagisce con altri sistemi, quali le famiglie, i servizi territoriali e sanitari, le organizzazioni del mondo del lavoro, ecc-. La mediazione scolastica diventa un effettivo processo educativo, poiché sensibilizzare i ragazzi a questa pratica significa fornirli di strumenti idonei per padroneggiare situazioni difficili, aiutandoli a conoscere meglio se stessi e rendendoli capaci di un ascolto empatico ed autentico degli altri; abilità raccomandate dalla stessa OMS (Organizzazione Mondiale Sanitaria) in quanto vanno a prevenire lo strutturarsi di problematiche psicologiche e comportamentali.
“La mediazione in ambito scolastico, con la gestione ed il superamento dei conflitti – ha continuato la Palmieri – , accresce l’autostima, rende gli alunni in grado di esprimere il proprio punto di vista e le proprie emozioni; favorisce lo sviluppo della capacità di ascolto e di comprensione del punto di vista dell’altro; crea soluzioni finalizzate al benessere della vita scolastica, alla realizzazione di un clima sereno e collaborativo. In quest’ottica la mediazione scolastica consente di affiancare alle tematiche disciplinari tradizionali percorsi e strumenti di formazione innovativi.
“Il mediatore scolastico, in particolare, – ha concluso la Palmieri -ha il compito di tradurre le diverse esigenze all’interno di un triangolo complesso: i giovani, i genitori e gli insegnanti, dove la differenza generazionale tra i vertici del triangolo è un elemento importante. Scopo della mediazione è dunque quello di creare un ponte che permetta il dialogo e lo scambio reciproco tra le diverse figure che entrano a far parte del sistema scolastico”.
Il progetto ha suscitato particolare interesse per i risultati ottenuti ed è stato un ulteriore e tangibile esempio di quanto sia ormai fondamentale la mediazione in ambito scolastico.
Francesco Ligorio


