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Il prof. Ugo Elmore dell’Ospedale San Raffaele di Milano ci spiega la tecnica di chirurgia mininvasiva contro il tumore al colon-retto

Marzo 15, 2023

Marzo è un mese importante nella battaglia contro i tumori: questo è il periodo che l’Europa dedica alla prevenzione del tumore al colon-retto, terza causa di morte al mondo, dopo le neoplasie al polmone e al seno.
Ne parliamo con Ugo Elmore, direttore del Programma di Chirurgia Oncologica Mininvasiva al San Raffaele di Milano.

Ugo Elmore

-Professor Elmore, qual è la situazione post Covid?
Sul British Journal Surgery è stato pubblicato uno studio compiuto da 20 ospedali del Nord Italia, tra cui il centro del San Raffaele, che ha evidenziato un “balzo anche di questo tumore verso stadi più avanzati per via di diagnosi tardive. Oggi la prevenzione, dalla ricerca del sangue occulto nelle feci alla colonscopia, è ripartita ed è migliorata la copertura dei programmi di screening”.
-E questo incide sui dati della sulla mortalità ?
Sì, gli screening hanno determinato un forte calo della mortalità, cresce invece la percentuale di guarigioni che sono intorno al 60 per cento”.
Come si procede di fronte ad una diagnosi di tumore al colon-retto
Tenga conto che ogni caso è diverso dall’altro, per questo nella nostra Unità è attivo un gruppo multidisciplinare che valuta la singola miglior procedura. Certo è che la terapia d’elezione è la chirurgia, da valutare poi chemioterapia e radioterapia”.
-Che tipo di chirurgia?
“La nostra Unità di Chirurgia Gastroenterologica, da 20 anni, ha contribuito a validare e a diffondere la tecnica laparoscopica tant’è che, attualmente, l’ottanta per cento delle resezioni al colon- retto viene portato a termine, con successo, in laparoscopia mininvasiva”.

Colon-retto

Quali sono i benefici?
“Poiché si procede con incisioni di pochi millimetri attraverso cui inserire telecamera e strumenti chirurgici, ne consegue che c’è un notevole beneficio nei tempi di degenza, nel minor numero di eventuali complicazioni, nella maggior velocità del recupero a domicilio. Il tutto con pari risultati di un intervento tradizionale sul fronte oncologico”.
-Nella fase pre operatoria e post operatoria, ci sono protocolli da osservare?
Sì, i nostri pazienti seguono protocolli riconosciuti a livello internazionale con il sostegno sia dell’equipe medica sia da figure  altamente esperte dal nurse navigator al fisioterapista, al nutrizionista, all’infermiere specializzato“.

Alessandra Rissotto

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