Sanità & Salute
Medici e ricercatori a confronto nel Simposio Yakult a Milano sul microbiota, superorganismo responsabile della nostra salute
Fino a qualche anno fa sentir parlare di microbiota ad un pubblico generico sarebbe sembrata una stranezza. Oggi se ne parla e se ne scrive fin troppo e talvolta a sproposito. La pensa così il professor Fabio Pace, gastroenterologo, primario all’Ospedale Bolognini di Seriate, poco lontano da Bergamo. Lo abbiamo intervistato nel corso del Simposio, al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, organizzato dall’azienda giapponese Yakult.

-Professor Pace cosa è il microbiota?
“Questo termine definisce la popolazione dei microorganismi come batteri, virus, miceti, protozoi che vivono nel nostro corpo.
Questi microorganismi influenzano il nostro stato di salute più di quanto si possa immaginare perché il microbiota ha funzioni metaboliche e endocrine vitali.
Negli ultimi 20 anni si sono fatti passi avanti nel comprendere che molte malattie croniche, cosi dette non trasmissibili, nascono proprio nell’intestino quando si creano situazioni di disbiosi”.
– In che senso?
“Noi abbiamo una condizione normale che definiamo di eubiosi in cui viviamo in perfetta armonia con i microrganismi ospitati nel nostro intestino.
Quando questa armonia si rompe, il nostro intestino, che equivale come grandezza quasi ad un campo da calcio, diventa più permeabile all’ingresso di piccole sostanze e microorganismi portatori di malattie.
In questo caso parliamo di disbiosi”.

– Come si può curare la disbiosi ?
“In questo caso la prevenzione equivale alla cura. La disbiosi si può prevenire concentrandosi in particolare su quello che si mangia, cercando di adottare una sana e corretta alimentazione ricca di fibre vegetali.
Oltre alla dieta, a fronte di uno stato infiammatorio, possiamo poi decidere di somministrare un probiotico. La scelta è sterminata ma bisogna fare molta attenzione perché la maggioranza di questi prodotti alle spalle non ha nulla, né ricerca clinica né standardizzazione. Vanno prescritti probiotici ben caratterizzati sul piano microbiologico, che non contengano, ad esempio, geni che favoriscano la resistenza agli antibiotici, il che sarebbe pericoloso”.
– Gli antibiotici sono efficaci nella cura dell’intestino infiammato?
“C’è una realtà che bisogna tener presente : gli antibiotici hanno un profondissimo effetto sul microbiota nei primi tre anni di vita. Somministrati in quella fase modificano irrimediabilmente il microbiota, fatto che la scienza ha messo in relazione con la maggior diffusione di patologie come l’ asma, il diabete e le malattie autoimmuni.
L’antibiotico va usato in modo corretto e per il tempo corretto, un buon risultato si può ottenere associando, fin da subito, all’antibiotico un probiotico che aiuti la ricostituzione del microbiota, vero e proprio superorganismo di cui dobbiamo essere ben consapevoli per prendercene la giusta cura”.
Alessandra Rissotto



