Thursday, September 10, 2026

Politica

Padalino (Noi Moderati): la politica vuole mettersi davvero in ascolto della gente? Vada nei mercati rionali

Settembre 15, 2022

«Perché i mercati? Perché è lì che si sente la vera voce della gente. Non certo nelle trasmissioni “patinate”». Per Mariangela Padalino la politica è una passione vera che richiede massimo impegno anche nel presidio dei luoghi più lontani dai riflettori e dall’attenzione dei media. Sabato 17 settembre sarà al mercato di via Osoppo a Milano proprio per ascoltare problemi e desideri dei cittadini milanesi. Sarà accompagnata da Filippo Bini Smaghi, Rita Amabile e Franco Vassallo, gli altri candidati capilista della Lista Noi Moderati, il cui capo politico è Maurizio Lupi, al collegio uno della Lombardia (che comprende Milano e, per quanto riguarda il territorio metropolitano, la zona sud-ovest, quella compresa tra Legnano e Rozzano).

Lo considera uno degli appuntamenti più importanti della sua campagna elettorale. «È tra i posti più utili per capire cosa pensano davvero le persone e quale sia la loro situazione – continua –. Ho visto anziani rovistare letteralmente nella spazzatura per trovare qualcosa di commestibile. Altri, “più fortunati”, ritrovarsi a negoziare con il titolare di una bancarella per avere uno sconto di pochi centesimi per comprare generi di prima necessità. È sconcertante. Queste persone chiedono aiuto e vicinanza. E a volte hanno così tanti problemi che non sanno nemmeno cosa chiedere esattamente: sono scoraggiati, abbassano gli occhi e vanno per la loro strada».

Più in generale, che idea si è fatta della Milano di oggi? «Da qualche anno la situazione è peggiorata. Milano ora è una città insicura, disordinata e molto cara. Il costo della vita è uno dei principali problemi.  A parità di lavoro, lo stipendio di un milanese non dovrebbe essere lo stesso percepito da un cittadino di Milazzo. Acquistare una casa qui, per fare un esempio pratico, costa almeno tre volte di più».

Di cosa ci sarebbe bisogno? «Sarebbe necessaria una radicale riforma fiscale e  norme che facilitino   la libera impresa, vera spina dorsale di questa città – spiega Padalino –. Anche la classe media oggi è impaurita e fortemente indebolita. Mancano gli strumenti e le forze per prendere “l’ascensore sociale” che i nostri nonni e i nostri padri hanno avuto la fortuna di poter intercettare, contribuendo poi alla crescita del Paese».

Faceva riferimento anche alla questione sicurezza… «Milano è  insicura, manca il controllo. La movida spesso crea degrado e violenza. Se non, più semplicemente, rende il sonno impossibile ai residenti delle zone più movimentate. Ormai è una giungla, anche i dehor troppo spesso sembra non seguano un piano organizzativo più generale: senza regole precise, contribuiscono solo a incrementare il traffico e a mettere in pericolo mezzi e pedoni. Ne trae beneficio però il bilancio del Comune, visto che ai commercianti costano parecchio».

Un tema ricorrente nelle vostre battaglie è quello degli alloggi pubblici. «Senz’altro. L’occupazione degli alloggi pubblici a Milano  è diventato un business a tempo indeterminato: sgomberare un appartamento occupato abusivamente è quasi impossibile. E nelle zone dove c’è la maggiore concentrazione di appartamenti pubblici, spesso in periferia, ha gioco facile la criminalità. Le famiglie oneste vivono nella paura e non è raro che si debbano barricare in casa per paura che, in loro assenza, possa essere occupata. Non è tollerabile. Le famiglie vanno sostenute con forza; in modo particolare quando ci sono di mezzo bimbi, anziani o persone con disabilità».

Milano avrebbe dunque bisogno di maggiore considerazione secondo lei? «Certo! Il voto del 25 settembre sarà importantissimo per Milano. Questa città, così cosmopolita e proiettata verso l’Europa, richiede enorme attenzione da parte del governo. È una città che ha grandi responsabilità, non può permettersi di fermarsi. Per sé stessa e per il Paese».

Diego Mandarà

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