Migliorare la qualità della vita degli anziani che abitano da soli nei loro appartamenti, agevolandone l’indipendenza e rallentando, ma al tempo stesso monitorando i processi di decadimento cognitivo e fisico. E’ questa la finalità del progetto europeo MoveCare che coniuga Internet of Things (IoT), Intelligenza Artificiale e robotica ed entra nella fase di “test” nell’ambito del Programma Horizon2020, di cui l’Università degli Studi di Milano è capofila con Nunzio Alberto Borghese, docente di Informatica, e il team del Laboratorio di Sistemi intelligenti applicati – AIS Lab del dipartimento di Informatica “Giovanni degli Antoni”. In particolare, il Consorzio MoveCare coinvolge 14 enti, tra cui il laboratorio NearLab del Politecnico di Milano e la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Policlinico di Milano. Ma come funziona nello specifico il test operativo? Grazie a un sistema di Internet of Things, sono raccolti tutta una serie di dati sulla persona, tra i quali, abitudini in casa, abilità cognitive e funzionalità motoria poi immagazzinati in cloud. Questi sono analizzati da un’Intelligenza Artificiale che misura un eventuale declino psico-fisico e restituisce una serie di proposte personalizzate all’anziano quali lo svolgimento di attività sociali ed esercizi fisici, indizi sulla ricerca di oggetti smarriti in casa, persone da contattare. La stessa Intelligenza comanda a un robot sociale di cercare un oggetto che l’anziano non riesce a trovare oppure di intervenire nel momento in cui c’é una richiesta di aiuto creando una connessione con i familiari che possono vedere quello che sta succedendo, o numeri di pronto soccorso in caso di emergenza, tutto questo senza richiedere modifiche all’abitazione né di indossare dispositivi.
La fase di test durerà 10 settimane e interesserà in tutto 30 persone anziane sole che vivono a Milano e in Extremadura (Spagna). Ciascun utente riceverà in dotazione un kit di sensori “IoT”, degli smart objects (come ad esempio una palla anti-stress e dei plantari sensorizzati), un tablet e l’accesso a un activity center connesso alla televisione per le attività sociali e cognitive, una piattaforma digitale di esercizi da svolgere mediante giochi e dei microfoni per riconoscere senza errori le richieste di auto. Venti utenti riceveranno anche un robot. Nel capoluogo lombardo la fase di test si terrà presso la casa di riposo Heliopolis di Binasco e presso le abitazioni private di cinque anziani che abitano a Milano selezionati dal Policlinico di Milano. Gli indicatori di declino dell’anziano, quali debolezza, tremore, variabilità e lentezza del passo, saranno monitorati dal Politecnico di Milano tramite la sensorizzazione di oggetti di uso quotidiano, una palla anti-stress e un paio di plantari. “La società occidentale sta cambiando, –spiega Alberto Borghese, coordinatore del progetto -non solo perché la popolazione invecchia, ma anche perché la famiglia sta perdendo il suo ruolo centrale nella società. Questo rende più soli e più fragili gli anziani, i quali tendono a vivere più a lungo ma non sempre in condizioni ideali. La tecnologia ICT offre la possibilità di cambiare profondamente questa situazione, aumentando il bisogno di sicurezza dell’anziano, stimolandolo a una vita attiva e fornendo un monitoraggio remoto della condizione fisica e cognitiva per un eventuale intervento precoce in caso di necessità”.
Manuelita Lupo


