Sanità & Salute
“Stop the Bleed”, a Lecco, il progetto pilota per l’Italia su come fermare una emorragia e salvare la vita

LECCO – Il mese di maggio è il mese dedicato in tutto il mondo alla promozione della campagna “Stop the Bleed”.
Su iniziativa della Chirurgia Generale e d’Urgenza dell’Ospedale “Alessandro Manzoni” di Lecco, la campagna sarà ospitata, dalle 14.00 alle 18.00 del 27 maggio, presso l’Aula Magna del nosocomio di via dell’Eremo e vedrà gli attori di questa iniziativa impegnati in un grande evento di presentazione e formazione, con lo svolgimento del corso a gruppi di laici in collaborazione con il personale sanitario delle diverse Istituzioni.
“Ringrazio Mauro Zago – ha detto Paolo Favini, direttore generale Asst Lecco – per l’ideazione di questi preziosi momenti di formazione in ambito chirurgico che vedono la presenza di medici provenienti da diversi Paesi, organizzati nella nostra Lecco. Ci uniamo alla Società Italiana di Chirurgia d’Urgenza e Trauma (SICUT) che promuove per l’Italia la
campagna Stop the Bleed – Ferma l’emorragia, per sensibilizzare e formare i cittadini in modo che chiunque si trovi ad assistere a un evento traumatico possa intervenire, con semplici manovre, per controllare l’emorragia e aiutare la vittima in attesa dei soccorsi. Ringrazio anche i rappresentanti delle Istituzioni presenti oggi che sono certo si uniranno, come sempre con entusiasmo e generosità, perché possa essere di aiuto utile alla cittadinanza”.

“Le emorragie rappresentano la causa del 40% delle morti immediate dopo un trauma – ha dichiarato Mauro Zago direttore Unità Operativa Complessa Chirurgia Ospedale “Alessandro Manzoni” Lecco -, ma anche il principale
motivo delle morti che potrebbero essere evitate con semplici manovre. L’obiettivo della campagna Stop the Bleed è proprio quello di salvare vite attraverso un’adeguata formazione della popolazione, così come avvenuto per altre campagne di formazione quali quelle che insegnavano le manovre di rianimazione cardiopolmonare o quelle anti-soffocamento. Pensiamo a quanto potrebbe essere utile, ad esempio per la sicurezza dei nostri figli, che il personale scolastico sia formato per l’intervento in caso di gravi emorragie, o che in ogni ufficio pubblico, centro commerciale, stazione della metropolitana e, perché no, in ogni automobile privata o delle Forze di Polizia ci sia un kit con l‘occorrente per fermare un’emorragia”.
Già dal 2013, negli Stati Uniti, a causa del crescente numero di attentati, un gruppo multidisciplinare formato da medici, militari, forze di polizia, vigili del fuoco, servizi di emergenza, FBI e Consiglio di Sicurezza Nazionale stilò raccomandazioni per la risposta iniziale alle emorragie potenzialmente mortali in caso di maxi-emergenze. È necessario che anche in Italia si crei una coscienza collettiva a riguardo e che prenda piede un programma educazionale che insegni come utilizzare le proprie mani o semplici strumenti per controllare le perdite di sangue.
Per il nostro Paese, la campagna “Stop the Bleed” è stata sposata e promossa dalla Società Italiana di Chirurgia d’Urgenza e Trauma, che ha deciso di patrocinare il progetto lecchese “Ferma una emorragia e salva una vita”, con l’obiettivo di realizzare corsi completamente gratuiti per formare gli istruttori (medici e infermieri), e poi i laici, iniziando dal personale che lavora in contesti pubblici come scuole, gruppi scout, vigili del fuoco, polizie municipali, per poi estenderli anche ai cittadini, alle aziende o ai privati che ne facciano richiesta, dotando loro di kit con l’occorrente preposto a fermare l’emorragia.
La campagna si propone altresì l’obbiettivo di far posizionare in tutti i luoghi più frequentati (come scuole, centri commerciali, palestre, musei, luoghi di culto, etc.), nelle postazioni dei defibrillatori già posizionati,


