
Prosegue la serie di articoli a cura di Federica Mormando, a uscita settimanale, che spiegano come e perché agire al meglio con i bambini fin dalla nascita, per permetterne la buona formazione della mente e della persona, rispettando i tempi individuali.
Il disegno nasce dallo scarabocchio, dalla figura umana via via più completa e si sviluppa insieme ai bambini. Spesso sento dire che da piccoli disegnavano tanto e che con la scuola non l’hanno più fatto.
Infatti a scuola generalmente si congeda l’espressione di sé attraverso il disegno, proponendo o imponendo moduli e schemi che la oscurano. Lucrezia Zaffarano dà qui qualche spunto di come permettere all’espressione figurativa di svilupparsi, Alcuni hanno più talento, altro meno, alcuni sono più interessati a disegnare, altri meno, ma è utile a tutti un momento di crescita pittorica: quello figurativo è comunque un linguaggio della mente. In modo più approfondito ne parla nel volume ”Altissimo potenziale intellettivo, strategie didattico-educative e percorsi di sviluppo…” Ediz Erickson. FM
Il foglio bianco è il territorio delle possibilità, lo spazio della relazione ol reale e con ciò che si intende dire: parlerà di me, del mondo, del mio mondo.
Copiare e creare
C’è chi copia e chi crea; nessuna delle due esigenze è di per sé a discapito dell’altra. Per chi vuole copiare si struttura un percorso che prevede la spiegazione del chiaroscuro, del colore, delle proporzioni. Chi vuole creare va invece aiutato a capire posizione e contorni delle immagini che vede dentro di sé, per poterle restituire al foglio. I due percorsi devono essere liberi.
NON ESISTE UN BEL DISEGNO NÈ UN BRUTTO DISEGNO, MA UN DISEGNO FATTO BENE O FATTO MALE

Se si vuole insegnare la tecnica, è necessaria l’applicazione del medium di espressione scelto (acquerello, collage, tempere, olio, acrilico, lapis, pastelli…) che deve poi anche essere dimenticato, per favorire la piacevolezza dell’atto di dipingere. Ovviamente qui non bastano i genitori: ci vuole una persona capace di insegnarla, senza bloccare l’espressione libera, ma anzi permettendola.
Bisogna saper leggere la relazione dei bambini-ragazzi con il foglio nei suoi tanti aspetti. Interpretare
La Materia e Colore sono gli aspetti principali, i più visibili, del disegno. Nell’interpretare un disegno, bisogna staccarsi dai significati stereotipi; ad esempio vedere il nero come segno di tristezza. Van Gogh dipingeva con il giallo e tutte le sue sfumature, e certo non era libero da
angosce! Spesso i bambini molto piccoli non riconoscono i colori, o li scelgono per sbaglio, poiché per loro non è importante il colore ma ciò che fanno. Non bisogna correggerli.
LA TRADUZIONE DEVE SEMPRE PRECEDERE L’INTERPETAZIONE
Ogni linea, ogni pennellata, la scelta di creare una figura troppo piccola o immensamente grande, l’errore, la svista, la necessità di utilizzare la gomma per nascondere i propri ripensamenti, le incertezze, le gioie: tutto parla del bambino, di chi è e di chi vorrebbe essere o apparire.
Bisogna capire o cercare di capire cosa il bambino ci vuole comunicare o cosa non ci vuole dire.
Bisogna innanzitutto non screditare le capacità di chi affronta il disegno per la prima volta e neppure lodare le prime composizioni fatte per far piacere all’adulto o per timore di esprimersi.
Bisogna poi saper piegare “il lavoro tecnico” alle capacità innate ancora inespresse.
Es. se un bambino ha la capacità innata di usare i materiali accostandoli per cromie, gli si proporrà un percorso di collage per incentivarne la fantasia e suggerire che si può spaziare dalla leggerezza alla bi-tridimensionalità dei materiali. Potrà talora essere interessante opere d’arte di tempi diversi, per mostrare come gli stessi soggetti siano raffigurati nei secoli e dai popoli. È questo un modo per dare spunti senza condizionare. La tecnica va dispensata poco alla volta e solo al bisogno, per non togliere il piacere del fare e non sopprimere la creatività, che sfugge alle regole. I bambini saranno incoraggiati a decidere cosa disegnare, avranno molti rinforzi positivi e saranno invitati ad essere quanto più sperimentali possibili, collage, tempere, colle, brillantini, stoffe, acquerelli ecc… Qualsiasi tecnica sarà accettata.
L’arte deve essere un momento felice in cui il possibile può accadere.
Le frasi da ripetere più spesso di fronte alle difficoltà, cercando di non farle apparire come ostacoli insormontabili sono: “In ogni tentativo non c’è mai un errore” o “ non c’è giusto o sbagliato, c’è come lo vuoi fare tu, vediamo come far bene quello che tu vuoi”.
Quando nozioni tecniche o stilistiche servano per realizzare ciò che il bambino vuole bisogna darle su un foglio a parte. Toccare pochissimo o per nulla il disegno dei bambini!
Anche quando chiedono “Mi disegni tu” bisogna rispondere dicendo che il disegno sarà affrontato insieme, e spiegare come costruire la forma o come colorare, su un foglio di carta a fianco preso per l’occasione.
E mai mostrare disegni altrui come paragone!
Lucrezia Zaffarano
Maestra d’arte


