Thursday, September 10, 2026

Società

Adulti e Bambini – Che figli vogliamo?

Aprile 30, 2022

Prosegue la serie di articoli a cura di Federica Mormando, a uscita settimanale, che spiegano come e perché agire al meglio con i bambini fin dalla nascita, per permetterne la buona formazione della mente e della persona, rispettando i tempi individuali.

Interrompo la serie di materiali per ricordare alcuni punti che spesso vedo dimenticare dai genitori.

Prima che nasca un bambino è importante che i genitori si interroghino, e si rispondano, su “che bambino” vogliono. Non se vogliono un pittore o uno scienziato, e tanto meno un tipo di carattere (pretese o desideri nocivi assai), ma quali caratteristiche ritengono indispensabili da ottenere attraverso l’educazione. I genitori devono capire ad esempio se vogliono che i loro figli siano disciplinati, accolgano la fatica con piacere, rispettino le persone e in particolare le donne, e quali valori, quale formazione culturale vogliono trasmettere loro.

Il neonato con lo sguardo che sa di infinito e che tutto coglie affascina, nella sua forte e totale dipendenza. Il piccolo bambino fa innamorare, col nascere delle espressioni,  le prime parole,  le uscite buffe e sorprendenti. Così molti genitori non sanno che subito bisogna insegnare i no (pochi, bisogna decidere quali), più tardi che non bisogna ridere alla prima parolaccia, in modo che il bimbo capisca che non è affatto apprezzato se la dice. A meno che non si voglia sdoganare quello che diventerà più tardi un insulto.

Al tempo della scuola, attenzione: MAI assecondarlo se dice “oggi non vado”.  Se lo si asseconda, bisogna sapere che in futuro non si riuscirà a non permettergli di restare a casa (gli esempi di ragazzini che a scuola non vogliono andare e che i genitori non riescono più a fronteggiare sono molto numerosi).

Naturalmente bisogna comprendere il motivo per cui un bimbo non vuole andare. Se non ha fatto i compiti va bene che affronti il rimprovero degli insegnanti, se è bullizzato bisogna intervenire…

Volere un bimbo sempre soddisfatto non significa crescerlo coraggioso. Il potere benefico della fatica premiata dal risultato e di qualche frustrazione è molto maggiore del desiderio subito soddisfatto. Quanto a desideri, bisogna permettere che crescano, cioè non realizzarli subito: desiderare è un dono, e una motivazione.

L’ansia che si esprime nella paura costante che si faccia male impedisce ai bimbi l’esperienza e la conoscenza dei propri limiti. Bisogna avere il coraggio di lasciare che i bimbi cadano, si rialzino,  misurino le proprie forze e diventino coscienti dei pericoli.

Nella formazione, non limitarsi agli sport, ma introdurre presto e gradualmente l’arte, la musica, la poesia, come piacevoli compagni del vivere.

Ovviamente l’esempio è un mezzo potentissimo: se i genitori leggono con piacere, lo faranno anche i figli, sempre che si riesca a distinguere la scelta e il godimento di un bel libro dagli uggiosi esercizi scolastici.

E molto importante è capire cosa vogliono die. Troppo spesso crediamo di aver capito e invece stiamo inventandoci il senso di quello che i figli dicono. Chiediamo: spiegami bene, senza suggerire, lasciando pensare. Questo serve a noi e anche a loro per capire davvero cosa vogliono esprimere.

Inoltre ricordiamoci che. Bambini oggi sono inutili. Cioè non collaborano alle incombenze famigliari (alcuni addirittura li compensano se apparecchiano la tavola, come se non fossero famiglia ma camerieri”). Invece devono essere a conoscenza dei bisogni e sapere che per alcune cose sono indispensabili, sia fare la spesa o rifare una camera, o organizzare una cena. Devono comprendere il valore dei soldi. Prima di affrontare una spesa bisogna stabilire il budget (e i bimbi devono sapere che non si può sforare) e capire insieme a cosa si deve rinunciare, a costo di inventarselo (senza mai smentirsi).

Il ritorno a casa deve essere un piacere. “Se mi chiedessero invece che com’è andata la scuola, come va?…” Lo sento spesso dire! Pensiamo come sarebbe per noi sentirci accogliere da ”com’è andato il lavoro”, giudizio incluso! Invece che: ciao, come va?

Questi pochi esempi si riferiscono ai ragazzi che vorrei io: coraggiosi, prudenti, innamorati della vita, con un senso del dovere e della disciplina uniti alla capacità di divertirsi e di cogliere ciò che di bello si trova ogni giorno, ma anche di sopportare il dolore e le frustrazioni.

Ovviamente non esiste un manuale: le vie per raggiungere i figli sono tante quante le persone.  E sono da scoprire. Ricordiamo sempre che un rapporto fiducioso e sciolto si crea nel tempo a partire della prima infanzia. Inutile quasi sempre accorgersi che lo si vorrebbe a ragazzo ormai adolescente…

Federica Mormando

Psichiatra psicoterapeuta fondatrice di Eurotalentitalia e Human Ingenium

GiornaleMetropolitano.com, prima di pubblicare foto, video o testi ricavati da Internet, compie le opportune verifiche volte all’accertamento del libero regime di circolazione per non violare i diritti d’autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell’uso di tale materiale, scrivete a [email protected]. La redazione stessa provvederà alla rimozione del sopracitato materiale.


Testata giornalistica registrata 11-12-2006 presso il Tribunale di Milano con il numero 746.

Designed by Ideacreativa.eu

SiteLock