Thursday, September 10, 2026

Società

Unicità e riproducibilità sono due facce della stessa medaglia?

Aprile 04, 2022

OUTSIDE THE WALL

Dopo il discorso di Drusilla Foer a Sanremo mi sono messa a pensare a quanto effettivamente sia bella la parola “unicità” e quanto mi appartenga il suo significato sia come persona che come professionista.

Condivido il pensiero di Drusilla e penso che l’ascolto sia il segreto per comprendere ed apprezzare l’unicità di ogni individuo. Mi piace da sempre ascoltare e farmi un’idea di chi incontro. Questo mi ha aiutato tantissimo nel mio lavoro. In Gouache non facciamo trompe l’oeil e neanche le decorazioni classiche che si imparano all’accademia. Ci piace ascoltare i nostri committenti, chiediamo loro le cose più disparate per capirli meglio e cerchiamo di conoscerli in profondità per proporre quello che secondo noi è più adatto alla loro personalità e alla loro casa. È per questo che il nostro portfolio presenta lavori molto molto diversi tra loro e quindi unici.

Ogni nostro progetto racconta una storia, una famiglia, una persona, un’idea e uno spazio. Tutto è realizzato sempre e rigorosamente a mano, in modo che anche il gesto contribuisca a sottolineare l’unicità del disegno.

Per anni il nostro lavoro è stato questo, ma ultimamente ci siamo rese conto che dobbiamo aggiornare il nostro pensiero.

Ci sono voluti vent’anni per costruirci un mercato, abbiamo iniziato questo lavoro quando trionfava il minimal, le linee pulite, lo stile rigoroso e poco colore. Abbiamo faticato parecchio per imporci e far apprezzare la nostra idea di decorazione. Poi, dopo un periodo di assenza dalle case degli italiani, sono tornate di moda le carte da parati come negli anni ‘70 e devo ammettere che inizialmente ho pensato che sarebbe finita male e che saremmo state spazzate via dal mercato: la carta da parati è più economica e soprattutto poterla vedere e toccare aiuta a immaginare in modo più rapido e facile, soprattutto per i non addetti ai lavori.

Un timore che per quanto fondato è anche velocemente svanito, perché in realtà in tutti questi anni le persone si sono abituate al decoro e al colore e le richieste sono decisamente aumentate.

Anzi, abbiamo capito che dovevamo guardare le carte da parati come una nuova opportunità e non come un nemico. Tra i clienti c’è sempre chi vuole qualcosa in più, un pezzo che sia davvero unico, un progetto pensato e realizzato su misura. E a volte è difficile trovare l’unicità in un prodotto che, per quanto ben fatto, è standardizzato.

Negli ultimi anni le carte da parati si sono raffinate e anche il loro costo si è alzato e, sommato al costo di posa, il totale non è così distante dalla quotazione media di un decoro.

Noi ci siamo inserite esattamente in questo punto e abbiamo iniziato nuove collaborazioni per disegnare e produrre la carta da parati in esclusiva per uno specifico progetto. E, come al solito, lo facciamo in stile Gouache.

Questo ha avuto talmente tanto successo da far sì che la decorazione ci venisse richiesta anche per eventi e luoghi dove la produzione doveva essere molto rapida, tipo uno stand in fiera oppure riproducibile per molte volte o su molte superfici e tutto questo grazie alle nuove tecnologie è stato possibile. E ci è piaciuto!

La stampa su diversi materiali, gli intagli al laser, aggiungono molte varianti e possibilità al nostro lavoro. Creare un disegno e poterlo riprodurre su più supporti è affascinante e ci fa rimanere al passo con i tempi. Tra i nostri clienti, oltre ai privati, ci sono tanti imprenditori in diversi settori. Abbiamo iniziato a proporre ai proprietari di locali aperti al pubblico come ristoranti, negozi, franchising, ma anche uffici, dei disegni unici, pensati per il loro brand e riproducibili su tutti i supporti per produrre, oltre alle carte da parati, t-shirt, borracce, tovagliette, tovaglie, shopping bag, file per grafica video o stampe di menù e gadget vari.

Tornando a Drusilla mi chiedo: possiamo parlare di unicità quando un disegno viene riprodotto infinite volte? No. E quindi che valore possiamo dare a questo tipo di lavoro? Non ho mai comprato un quaderno con in copertina “la notte stellata” di Van Gogh e non mi metterei in casa un falso neanche se avessi l’originale chiuso in cassaforte. Però mi piacciono i dischi dei live perché sarebbe più bello andare a tutti i concerti, ma non sempre è possibile e questo tipo di riproduzione la trovo fantastica.

E quindi dove sta il limite? Chi lo fissa? Penso che sia giusto comunicare e divulgare le cose belle e renderle più popolari e accessibili. Così come è giusto che le cose uniche abbiano un valore diverso da quelle riprodotte. E quando un progetto viene pensato come riproducibile? È l’idea del progetto stesso a quel punto che diventa unica.

Unicità e riproducibilità possono essere due facce della stessa medaglia, un po’ come l’”uno e il molteplice” in filosofia? Platone sostiene che dall’uno abbiano origine i molti. L’uno è l’idea che si può manifestare al mondo come riproducibile solo salvaguardando la sua l’integrità.

La molteplicità è la caratteristica essenziale della realtà, che si identifica e si distingue in contrapposizione all’Uno.

La pop art degli anni ’50 e ‘60 si concentrava sul concetto di rendere l’arte accessibile a tutti riproducendola, in contrapposizione con tutto quello che era stato prima. Oggi non dobbiamo più scegliere.

Alice Guazzo

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