Thursday, September 10, 2026

Sanità & Salute

Il progetto “cronicità“ di Regione Lombardia stenta a decollare nonostante abbia evidenti vantaggi per i pazienti

Marzo 10, 2022

Tre milioni e mezzo, tanti sono in Lombardia i pazienti cronici, un numero ragguardevole che incide sulla gestione e sulla spesa complessiva del sistema sanitario regionale. Questa realtà aveva indotto nel 2017 Regione Lombardia ad avviare il “progetto cronicità“ che avrebbe dovuto semplificare, e molto, la vita di questi pazienti. Per sapere con più precisione di cosa si tratta abbiamo intervistato all’Ospedale San Giuseppe di Milano il dottor Giuseppe Bellasio, clinical manager per la cronicità.

-Innanzi tutto, dottor Bellasio cosa si intende per patologie croniche?

In queste patologie comprendiamo l’ipertensione arteriosa, il  diabete mellito, le broncopneumopatie  croniche ostruttive, le miocardiopatie  aritmiche e non aritmiche, i tumori, i disordini endocrinologici. È ovvio che parliamo prevalentemente di pazienti anziani ma non solo”.

Giuseppe Bellasio

-Cosa si prefiggeva la Regione?  

“Voleva ottimizzare il controllo di questi pazienti, i quali ,spesso, incontrano difficoltà burocratiche nel seguire le indicazioni dei vari specialisti a proposito dei controlli. Accade, infatti,che non riescano a coordinare gli esami da fare per diversi motivi come la difficoltà di prendere appuntamenti per telefono o via online oppure il non riuscire a trovare posto nelle strutture più adeguate. Poi si voleva verificare che i pazienti seguissero una sorta di algoritmo nell’avere non solo una diagnosi ma soprattutto nel seguire una terapia”

– Sembra una ottima idea anche perché, così immagino, che si evitino  sprechi?

Certamente sì, lei pensi quante volte si fanno esami a sproposito e magari si saltano quelli più utili per la propria patologia”.

– In pratica come dovrebbe funzionare il meccanismo?

“Nel 2018 la Regione ha inviato una lettera ai malati cronici, in cura da almeno 2 anni, invitandoli a scegliere un gestore a cui delegare il coordinamento delle proprie patologie croniche. Sia ben chiaro solo di quelle croniche”.

– Ma chi sono questi Enti gestori?

“Possono essere ospedali pubblici o privati, strutture convenzionate, oppure  cooperative di medici di base o anche il singolo medico di base che potrebbe dire al paziente:  ti prendo in carico io, prenoto i tuoi esami, i tuoi appuntamenti e tu non devi più preoccuparti di nulla”.

– Ma i medici di base, che sono già molto stressati e oberati, come hanno reagito?

Ospedale San Giuseppe

“Non bene e così è andata per gli ospedali pubblici perché dovrebbero distaccare un medico che è in organico e lei sa come stanno gli organici ospedalieri”.

– Questo è un problema…

“Sì, distaccare un medico, il clinical manager come sono io, a tempo pieno, e altro personale compreso quello amministrativo, per seguire questa platea di pazienti è davvero un problema e poi aggiungo che non c’è una grande conoscenza di questa iniziativa che potrebbe essere invece un vero fiore all’occhiello. Mi farebbe molto piacere se la Regione, magari correggendo le criticità organizzative che ci sono, volesse dare nuovo vigore al programma”.

– Ultima domanda : come mai un affermato specialista in allergologia come è Lei, ha intrapreso questa strada?

Guardi, sono tornato a un vecchio amore, nella mia vita sono stato per molti anni un ospedaliero, alla medicina interna sono tornato“.

Alessandra Rissotto 

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