Politica
Sicurezza, Colucci (Noi con L’Italia) accusa: Milano è fuori controllo e il sindaco Sala è assente
MILANO – «Scippi, rapine, molestie sessuali, mala-movida, baby gang, occupazione di alloggi pubblici… La città più all’avanguardia dal punto di vista internazionale è ormai fuori controllo. Siamo profondamente preoccupati. L’interrogazione che rivolgeremo in Parlamento al ministro dell’Interno Lamorgese ha proprio lo scopo di accendere i riflettori su Milano e la sua deriva prima che sia troppo tardi. Il caso di Via Quarti, con case popolari occupate abusivamente e degrado diffuso, è emblematico». Così il deputato e coordinatore lombardo di Noi con l’Italia, Alessandro Colucci, nel corso della conferenza stampa di Noi con l’Italia che si è tenuta oggi a Milano per affrontare il tema sicurezza.

«Il sindaco Sala “non c’è”, non controlla la città, non interviene. Non si rende conto della grande fragilità psicologica e dell’abbandono sociale che esiste a Milano – continua Colucci –. Un’assenza intollerabile, la sua. Un silenzio assordante. Bisogna riprendere in mano la città. Tutti devono fare ovviamente la propria parte e contribuire al bene comune, ma tocca senz’altro al sindaco occuparsi della sintesi e della regia».
«Noi ci siamo sempre dimostrati attentissimi al tema sicurezza, anche nelle ultime settimane quando c’è stato il dibattito in Consiglio comunale – ha aggiunto Matteo Forte, consigliere del Comune di Milano –. Abbiamo presentato le nostre proposte per il Patto Milano Sicura, che il Comune deve rinnovare assieme alla prefettura, anche al tavolo con la ministra Lamorgese. Non dobbiamo dimenticare che il Comune ha delle responsabilità nella gestione delle case e dei quartieri popolari, non può assolutamente infischiarsene. Il sindaco si preoccupi di fare soltanto il sindaco e magari eviti di prendere posizioni isteriche come quelle assunte oggi sulla politica estera. L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia è un atto gravissimo, ma il primo cittadino deve rispettare il suo ruolo: non può permettersi di chiedere al direttore d’orchestra russo Valerij Gergiev di prendere posizione sul conflitto, minacciando altrimenti di chiudere le collaborazioni in corso. Vogliamo cominciare una caccia alle streghe?»


