
La storia della Rai, degli anni d’oro della Rai: quella fatta da mille protagonisti, alcuni celebri li ritroviamo in ogni rievocazione, di altri, invece, rischia di perdersi la memoria ed è un vero peccato perché sono parte di uno straordinario patrimonio. Per questo è molto interessante la storia di Rosalba Copelli, ragazza torinese laureata in matematica ma che sognava il mondo dello spettacolo. La sua avventura è lei stessa che ce la racconta con levità e spirito mentre si aggira per la sua bella casa, con l’agilità di una ragazza.
– Signora posso chiederle quando è nata?
“Sono del 1932, per la precisione del dieci dicembre 1932, un po’ di annetti fa vero? La mia vita è stata fin da subito interessante perché mia madre, che era una gran manager ma profondamente timida, mi ha iscritto alla miglior scuola di recitazione di Torino, dove ho imparato da Claudia Dal Cortivo tutti i segreti della recitazione: battere le finali, non sospirare come oggi fanno tutti, impostare la voce, muoversi in un certo modo“.

– Lei però è una matematica
“Si sono laureata in matematica e ho insegnato a lungo, mi piaceva molto, ma la mia passione è sempre stato il mondo dello spettacolo non a caso, durante l’università, mi sono iscritta al corso di recitazione del Teatro Stabile di Torino e a fine corso, ho partecipato nel 1955 ad un provino radiofonico per la Rai di Torino“.
–E come è andata?
“È andata bene, sono stata presa a cachet come annunciatrice”.
–Un ricordo di allora?
“Alla fine delle trasmissioni c’era una formula da leggere che si chiudeva con: Rai Radiotelevisione Italiana, stazioni del programma Nazionale, signori e signore buonanotte. Io ci mettevo impegno, fin troppo tant’è che il direttore mi richiamò perché, secondo lui, il mio modo di porgere la buona notte era troppo sexy”.
–Nella storia di Rosalba c’è solo la radio?

“Niente affatto, ho dato i primi annunci televisivi dal mitico Studio 2 di Torino. Un pomeriggio ho annunciato la messa in onda di un documentario sugli orsi. Non partiva ma ribadisco: era tutto sperimentale. Cosi, per qualche minuto ho dovuto improvvisare garantendo che il documentario esisteva e che prima o poi sarebbe cominciato, il tutto senza perdere il sorriso. Era l’epoca in cui si lavorava dal vivo, il che comportava anche incidenti imbarazzanti. Pensa che ho dovuto leggere il nome della vincitrice di un premio messo in palio dal Sapone Camay; il nome era quello della signora Melalavo Domenica. Non puoi immaginare cosa è successo in studio, il direttore voleva multarmi per aver perso qualche secondo di pubblicità nel tentativo di contenere le risate”.
-Poi la laurea in matematica le ha aperto la strada anche di qualche programma?

“Proprio così, fu un programma che mi ha dato grandi soddisfazioni “Non è mai troppo presto“ trattava di argomenti scientifici ed era molto seguito, sono finita anche sulla copertina del RadioCorriere. Torino, ha voluto dire Radio, Televisione e pubblicità – Certo, quando arrivò la pubblicità, raccolta dalla Sipra, le cose cambiarono soprattutto dal punto di vista dei guadagni, pagavano veramente bene. Pensi che per il lancio della Nutella, (lo sai vero che è nata per errore, non si riusciva a far condensare il cioccolato e quindi è stato messo fuso in barattolo) mi spedirono a Parigi per tre giorni, in un bell’albergo con regista, produttore, troupe e con un magnifico giovane che era la voce maschile, Fabrizio Casadio famoso non solo per la voce, considerata la più bella d’Italia, ma anche per il suo charme”.
–E Casadio esercitò il suo charme?
“Sì ma ci mise del tempo per conquistarmi e portarmi all’altare, da allora abbiamo vissuto insieme condividendo molte passioni, dalla recitazione alla pittura all’equitazione.Insieme vi siete trasferiti da Torino a Milano e insieme siete trasmigrati dalla Rai a Mediaset ?- Era il debutto di Fininvest e in molti dalla Rai si sono spostati anche perché gli stipendi erano ben più alti in tutti i campi compreso il nostro. Certo però che i tempi eroici della Rai restano nella memoria indelebili”.
Alessandra Rissotto



