“Sei in ritardo, non faremo l’intervista”.
È il mio primo ricordo di Giuseppe Pirovano, e un prezioso insegnamento. Una mente straordinaria: si era laureato in medicina, specializzato in chirurgia, il tutto lavorando instancabilmente in Rai, fra successi e delusioni. Siamo diventati amici, mi ha sostenuto in momenti difficili e abbiamo riso insieme in giorni felici. Amava e conosceva la musica suonava il pianoforte. Era capace di sentimenti profondi ed era fiero dei nipotini, dei figli, dei successi degli amici. Era teso alla vita nei suoi aspetti migliori. Suonava il pianoforte. Ha scritto il “suo” libro recentemente: una visione nel tempo di incontri ed esperienze, piacevole da leggere, sereno, come la sua coscienza. Una telefonata dall’ospedale…e poi più. Muore un amico, resta il ricordo di una persona buona, intelligente, coerente. Che non sentirò mai più.
Federica Mormando



