Thursday, September 10, 2026

Spettacoli

Musica, informazione, chiacchiere. Decollano gli ascolti delle radio italiane in tempo di Covid

Gennaio 13, 2022

Ho sempre trovato qualcosa alla radio. Proprio come i treni e le campane, era parte della colonna sonora della mia vita”.(Bob Dylan).
E decollano le radio in periodo di pandemia. Su frequenze vecchie, nuove, in streaming, in ogni dove, le radio lanciano ormai ovunque le proprie note. E le melodie. E le parole. Soprattutto dopo lo scoppio della pandemia, le radio hanno raggiunto un potere che va al di là di ogni condizione passata. Ed ecco che programmi di diversi generi, si alternano ventiquattr’ore su ventiquattro. Per tenere compagnia. Per stimolare. Per far sognare. E nel secondo semestre dello scorso anno, sono stati 34,5 milioni gli ascoltatori medi giornalieri. È quanto emerge dai dati di RadioTer, l’indagine ufficiale sull’ascolto delle radio italiane. Il confronto dei dati è stato effettuato sul semestre precedente
perché “la particolare variabilità della recente fase storica, per le continue evoluzioni sulle condizioni di mobilità e aggregazione, rende infatti poco significativi confronti con periodi precedenti”.

Roberto Bisnaghi


E in radio si lavora con passione ed entusiasmo. “Ho amato la radio fin da bambino. E lavorare in radio è un sogno. In periodo Covid, il sogno diventa condiviso ancora di più – confessa Alessandro Venuto, speaker di Bmradio -. Il mio programma, ‘Alhambra-dove ogni libro è un viaggio’, è un programma da ascoltare fino all’ultima parola. Proprio per togliere la parola al covid. La stessa sede della radio, la Corte del Cotone di Seregno, è una realtà che sembra esorcizzare la paura. Ed è dal 2007 che, oltre a trasmettere musica di qualità, Bmradio crea e pubblica format di contenuto. E in piena pandemia, il mio programma, Alhambra, è decollato. Quando si è trattato da dargli un nome, mi sono guardato intorno e ho notato i meravigliosi muri di mattone rosso della Corte del Cotone. Ho subito pensato ad Alhambra, la bellissima rocca di Granada il cui nome significa ‘Cittadella Rossa.’ Mi piaceva perché porta con sé l’idea del viaggio, del volo verso destinazioni sempre nuove del pensiero, dell’Arte e della Bellezza. Un rosso autentico, quindi. Non un rosso paura covid. E il mio, è un programma che nasce da un sogno e da un’idea: portare gli autori in onda, senza per questo creare il solito programma da salotto letterario. Volevo costruire uno spazio dove l’autore portasse non solo la propria arte in una chiacchierata il più possibile informale, ma anche la propria musica. E allietasse in periodo di pandemia”. Un antidoto alla solitudine, quindi, la radio. Perché la capacità che ha la radio di presentare un mix unico di emozione, vicinanza, empatia e informazione credibile, unita alla possibilità di essere fruita in qualsiasi momento della giornata, la rendono difficilmente sostituibile. La musica ascoltata alla radio appare fondamentale, contribuendo al senso di comunità, di partecipazione collettiva, di serenità. Il ruolo informativo della radio non è meno rilevante, assolvendo sia il compito della presenza tempestiva e del realtime, sia quello dell’approfondimento e dell’autorevolezza.

Alessandro Venuto

Nel mio format, non ho fatto solo ascoltare le canzoni. Nè ho semplicemente presentato i libri – continua Alessandro Venuto -. Ho parlato della Russia di Putin con Nicolai Lilin, della Sicilia dei Florio con Stefania Auci, i cui libri sono stati tra i più apprezzati nel 2021, di traduzioni con la traduttrice per importanti case editrici come Feltrinelli, Margherita Podestà Heir, e con l’autore di bestellers internazionali Carlo Martigli. Persino con Saverio Simonelli, giurato del Premio Strega. Ho parlato di musica con giganti come Cisco, ex Modena City Ramblers e con frate Alessandro, il tenore che ha registrato le sue canzoni nello studio dei Beatles ad Abbey Road ed è l’unico religioso al mondo ad aver firmato un contratto discografico con una major. Ho avuto la fortuna di parlare con storici di prim’ordine come Chiara Frugoni e Franco Cardini e, nello stesso tempo, con scrittori emergenti ed editori che trovano in Alhambra uno spazio per far sentire la propria voce. E la propria musica. A dicembre ho avuto la fortuna di ospitare ad Alhambra lo speaker radiofonico di Discoradio Don Cash e questo sabato, invece, andrà in onda dalle 19 uno Speciale Alhambra dove sarà mio ospite Dj Jad, ex Articolo 31, insieme a suo fratello Wlady, uno dei più importanti producer al mondo”.

E, se il Covid continua, la radio continua a sua volta a battere i ritmi delle nostre giornate. Dentro. Fuori. In metropolitana mentre si va al lavoro. Nella propria camera. “Quello che abbiamo visto oggi, è che il mezzo radio ha dimostrato, nel periodo in cui tutta l’attenzione era rivolta a televisione e internet, di essere in grado di navigare e adattarsi al nuovo scenario, accompagnando i suoi ascoltatori in tutti i momenti della giornata e supportando le aziende che l’hanno pianificata – conclude Roberto Binaghi, chairman & ceo di Mindshare -. La radio è stata in grado di adattarsi al nuovo contesto, moltiplicando i suoi ascolti sui diversi e più moderni device, diventando di fatto una piattaforma; di conseguenza anche il suo ascoltatore ha seguito la sua evoluzione, diventando un fruitore smart e migliorando quello che era già un profilo estremamente evoluto”.

Alessandra Pirri

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