Thursday, September 10, 2026

Attualità

‘Dalla Milano da bere a Rogoredo’, la ricerca e l’analisi degli studenti dell’Istituto di Scienze Forensi

Dicembre 12, 2021

Milano platinata. Milano spacciata? No, non proprio spacciata! Ed è piuttosto un segnale di speranza, quello che vogliono lanciare gli studenti del terzo anno di criminalistica del’Istituto di Scienze Forensi di Corsico (anno accademico 2020-2021), dopo aver presentato la ricerca ‘Dalla Milano da bere a Rogoredo. Analisi e previsioni sulla più grande piazza di spaccio del Nord Italia’. Compito assegnato dal professore Danilo Lazzaro, è durato quattro mesi, tutti dedicati all’analisi e allo studio della tristemente nota zona dello spaccio, il bosco di Rogoredo. Un ecosistema a sé, Rogoredo. Un luogo in cui esistono regole proprie, e che nemmeno il Covid aveva fermato. Perché la dipendenza dalle droghe, può toccare tutti. Dai giovanissimi, alle persone più anziane. Dipendenze acutizzate dalla solitudine, dalla mancanza di comunicazione tra genitori e figli. Un sociale che è diventato sempre più social, degenerando nella ricerca dell’illecito a tutti i costi. Una fame di sostanze stupefacenti, che va di pari passo con un desiderio fortissimo di inserirsi nel mondo. Ed ecco che arriva il far branco, ma soprattutto la volontà di trasgredire alle regole, pur sapendo di farlo. Motivo? La solitudine. La noia. L’aver tutto, che porta poi, purtroppo, al voler conquistare altro. Il mondo del proibito.

Professor Danilo Lazzaro

“Rogoredo è la piazza dello spaccio più grande d’Italia – afferma Danilo Lazzaro -. Un bosco a sé, periferia ma comunque Milano. A due passi dai binari, si apre una distesa immensa, in cui possono entrare solo gli addetti ai lavori. E i loro clienti. Per fortuna tanto si sta facendo, perché il consumo massiccio di sostanze psicotrope, è la prima causa di morte per dipendenza in Italia. E troppo sta per arrivare, purtroppo. Droghe sintetiche che debilitano pur dando l’illusione di star bene, benissimo. Ma è come andare a 300 km l’ora, con una vecchia Cinquecento”. Perché Rogoredo è anzitutto una soglia urbana. Con un occhio guarda alla provincia e con l’altro alla metropoli. Come molte soglie, quindi, è una zona di interscambio frenetico: da Rogoredo, infatti, ogni minuto transitano corse della linea gialla (M3) dirette in Duomo e in Centrale, partono treni nazionali e regionali, bus che connettono migliaia di lavoratori al centro, pullman con tratte peninsulari, taxi. A guardare più in profondità, si scopre un luogo in cui — droga compresa — è possibile vedere nitidamente la convivenza delle disparità della nostra società. Costruito di fatto su due strade (via Rogoredo e via del Futurismo), il quartiere rappresenta, in pochi metri quadri, il mondo. Ma cosa accade davvero nel cosiddetto bosco della droga? Una gerarchia ben definita, introduce i clienti nel bosco, fino al punto nevralgico, ‘la pesa’. Lì, ecco l’acquisto. Poi, spesso, sempre nei dintorni, il consumo. “La cosa più importante, è riattivare la comunicazione. E la prevenzione – conclude Danilo Lazzaro -. Sensibilizzare le famiglie, anche attraverso le scuole, perché lo stare insieme deve tornare prioritario. Parlare, parlare e parlare. Il Covid, ha moltiplicato un gruppo, già esistente, di soggetti che, ancora più soli, hanno optato per scelte sbagliate. Ma è soprattutto dal 2015, che la zona boschiva di Rogoredo è diventata grande area di spaccio. Perché dopo l’Expo, l’attenzione si è spostata verso il centro. Occorre dunque riprendere in mano Milano. Tutta. E devo dire che le Istituzioni e le Forze dell’Ordine, stanno facendo tanto”.
Il progetto di riqualificazione denominato Montecity-Rogoredo, insieme ai progetti previsti per Milano-Cortina 2026 (ex scali ferroviari di Porta Romana e Lampugnano), rientrano a loro volta nel più ampio Piano di Governo del Territorio ‘Milano 2023’, firmato nel marzo del 2019. L’obiettivo madre sarà quello di avvicinare il centro alle periferie con una visione più sostenibile e a portata d’uomo. Una necessità che il Covid-19 ha evidenziato in maniera ineluttabile, quando le zone periferiche e le piccole cittadine intorno a esse si sono dovute riscoprire sole. 

Alessandra Pirri

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