MILANO – Annunciata ormai più di un anno fa, il 17 novembre 2021 è approdata su Netflix “Strappare Lungo i Bordi”, serie d’animazione italiana prodotta da Movimenti Production in collaborazione con BAO Publishing scritta, disegnata e diretta da Zerocalcare, pseudonimo di Michele Rech, noto fumettista italiano.
Con 6 brevi episodi di una ventina di minuti ciascuno e due linee temporali che si intersecano, Calcare offre un racconto biografico e dettagliato, dall’infanzia all’adolescenza fino all’età della ragione, attraverso un viaggio in treno che lui e i suoi due amici di sempre, Sarah e Secco, devono affrontare.
In un susseguirsi di animazioni, una dettagliata riproduzione dell’ambiente romano e una valida colonna sonora curata da Giancane – cantautore romano con cui Zerocalcare ha collaborato nel 2018 –, questo treno di 6 puntate si ferma alla stazione della vita e fa salire a bordo ogni spettatore per percorrere un cammino alla ricerca di sé. Una serie terapeutica, che scioglie i problemi con umorismo e comicità, come una mano sulla spalla nei momenti più difficili.
Fin dal primo episodio si crea una forte empatia con il protagonista, ragazzo introverso e sensibile che non riesce ad aprirsi con gli altri per la paura di accettare quel lato imprevedibile che, nel bene e nel male, rende la vita degna di essere vissuta, nonostante i colpi bassi e le cicatrici che comporta.
Zerocalcare tocca un nervo scoperto della nostra società e racconta di una generazione divorata dall’ansia, dalle paure e alla perenne ricerca di un suo spazio e di un modo per sentirsi vivi. Calcare dà voce a ragazzi e ragazze che si sentono sbagliati, demonizzati o peggio ancora “inutili” perché sembrano non rispecchiare quel tanto bramato modello di “perfezione”. E in tutto questo, offre una sorta di terapia che fa respirare e procura sollievo, facendoci sentire come fili d’erba: in un mondo invaso da ossessioni, ansie e paure, in cui vige la pretesa che si debba seguire la linea già tracciata “O ti adatti, o ti attacchi ar c…”, Calcare irrompe come un treno in corsa per ricordare a tutti che nessuno è tenuto a portare tutto il peso del mondo sulle spalle. Che a volte tendiamo ad attribuirci troppo potere rispetto a quanto in realtà ne abbiamo, che è lecito non riuscire ad avere il pieno controllo su tutto ciò che accade intorno a noi, anche se a volte abbiamo l’impressione di sì. Perché è vero, “noi siamo come fili d’erba”.
La serie è poi un invito a non “schivare” mai la vita, a viverla a pieno, ad entrare in contatto con se stessi e con il mondo, anche negli aspetti più difficili. Zero sollecita i suoi spettatori a vivere sempre il proprio dolore, a non ignorarlo mai, ad essere protagonisti delle proprie sventure piuttosto che spettatori della propria vita perché “La cicatrice non passa, è come una medaglia (…) ricorda che abbiamo vissuto, che abbiamo fatto tante avventure e che ci siamo rialzati. È una cicatrice, è una cosa che fa paura ma che è anche bella. È la vita.”


