Thursday, September 10, 2026

Arte & Cultura

Viaggi, natura e sentimenti: a Cantù la mostra monografica di Anaid Manoukian

Novembre 22, 2021

Natura. Luogo della mente. E dal 27 novembre al prossimo 5 dicembre, alla Corte San Rocco di Cantù, si terrà la mostra Anaid Manoukian. Autoritratto. Si tratta della prima esposizione monografica di Anaid Manoukian che ha esercitato l’arte visiva fin da bambina, eleggendo il disegno, la pittura, la creazione di piccole sculture a mezzi attraverso i quali leggere la realtà.La mostra, curata da Elena Isella, propone oltre 30 lavori realizzati tra gli anni Novanta e il 2021: si tratta di opere pittoriche su plexiglas, gommapiuma, polistirolo e piccole sculture realizzate con scatole di cartone, stoffe, carte e fil di ferro. Il viaggio, il bosco, la natura, i felini sono soggetti cari all’artista, letti attraverso il suo personalissimo sguardo, spesso figurativamente presente nell’opera. L’espressione artistica è sentita come possibilità per trattenere una sensazione, un sentimento, un’emozione, ma anche per mettere a fuoco dolore, passione, gioia. Raccontare sé, i legami famigliari, le vicende del mondo, ciò che ci definisce come individuo: è questo ciò che interessa a Manoukian e che i visitatori potranno cogliere visitando la mostra.

L’arte che in cattività si ispira e riproduce la Natura stessa, quando abbandona il proprio spazio per accostarvisi, non può certo pensare di integrare, abbellire o modificare un’armonia – afferma l’artista -. Si deve fermare per mostrare, con tutta la poesia di cui è capace, come la legge un artista. L’estasiante immagine riflessa dell’intrico di rami che si protendono verso l’esterno altro non è che il riflesso della Forza della Natura; la Forza che da millenni spinge ciascun albero a slanciarsi verso la luce, per vivere e per creare l’ombra necessaria allo sviluppo delle forme di vita sottostanti”.

Anaid Manoukian, nata a Milano nel 1970, si laurea in Scienze politiche all’Università degli Studi di Milano con una tesi in Filosofia della Politica sul concetto di pariah secondo Hannah Arendt; negli scritti della filosofa e politologa trova le risposte alle tante domande derivanti dall’essere nipote di un profugo armeno scampato al genocidio. Sin da bambina realizza sculture, disegni ed opere che impiegano materiali poveri e di recupero. Da qualche anno ha iniziato a produrre opere con tempi e modi più strutturati. Il motore che la anima è la volontà di esprimere le emozioni provate, nel tentativo di trasmettere a chi guarda le stesse sensazioni, quasi come se universalizzarle desse loro il senso di essere state realmente vissute. In un mondo spesso disumano, dominato da schiavizzanti dipendenze, in cui non si riesce ad avere l’umanità e la purezza di emozionarsi, provare emozioni è ciò che ci rende umani, ma costa, poiché ci pone davanti a qualcosa di sorprendentemente incontrollabile e nuovo.
Orari: da lunedì a venerdì ore 16.00-19.30; sabato e domenica ore 10.00-19.30.

Alessandra Pirri

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