Società
Glocal 2021: “Solo un’informazione corretta e innovativa può essere autorevole. Superare le logiche divisive”
L’etica professionale, a essa il giornalismo non potrà mai rinunciare. Certo, ci saranno nuovi strumenti dati dalle nuove tecnologie per una maggior raccolta delle informazioni e avere un racconto più disponibile. Insomma, un ritorno alle radici, si è conclusa così la decima edizione di Glocal, il Festival del Giornalismo Digitale che si è svolta dall’11 al 14 novembre, ha confermato la centralità dell’appuntamento varesino nel riflettere sulla situazione attuale e, al contempo, delineare gli sviluppi futuri della professione giornalistica. Da sottolineare quanto emerso durante la seconda giornata dei lavori, vale a dire che grazie ai Podcast il giornalismo può dare lavoro, si tratta di una nuova frontiera e lo spiega bene Mario Calabresi, giornalista ed editor di Chora Media, che nell’incontro in programma al Salone Estense ha ribadito l’importanza di questo strumento: «I podcast sono immersivi, consentono di sentire l’umanità delle storie e sono un ottimo modo per ricostruire un rapporto di fiducia con gli ascoltatori. È difficile che la voce tradisca». Aggiungendo: «Il podcast è più simile a una serie televisiva che a un articolo di giornale, con musica, suoni e voci per raccontare. E se una storia ha le sue gambe, cammina». Inoltre è :”Un prodotto che, come quello della newsletter, permette di muoversi in modo trasversale rispetto ai giornali: «Così invece di licenziare persone, ne assumo. Cerco di lavorare per cambiare il mondo del racconto e dell’informazione».

Si è chiusa comunque una decima edizione importante che delinea gli sviluppi futuri della professione giornalistica. «Ci siamo ripresi il tempo che la pandemia ci aveva tolto – ha detto il direttore di Varesenews Marco Giovannelli, ideatore del festival -. La decima edizione di Glocal, in presenza dopo quella in streaming dello scorso anno, ci ha visto di nuovo protagonisti a Varese. Molti i giornalisti presenti, sia come speaker sia come osservatori attenti dei panel proposti. Il tema era “il tempo” in tutte le sue declinazioni: questi tre giorni di incontri e scambi di progetti ci hanno dato l’energia necessaria per affrontare tutte le sfide che il giornalismo e l’evoluzione di questa professione ci impongono. Che il digitale sia ormai entrato in modo forte nelle redazioni è noto. Meno noto è però il fatto che proprio dal digitale occorra ripartire per restituire autorevolezza al mondo dell’informazione. Non c’è più tempo: il giornalismo necessita di rimettere al centro un’informazione di qualità, che sappia partire dai fatti per raccontare la realtà. In una narrazione che è anche testimonianza del momento, occorre andare oltre logiche divisive e trovare la nuova identità del fare informazione; identità che parte dalla correttezza ma necessita di saper usare tutti gli strumenti digitali a disposizione».
Tra i premiati, il premio Angelo Agostini dedicato ai video maker è stato assegnato a Gianluca Brambilla per il video “I Navigli di Milano: storia e progetti di riapertura”, mentre il premio Data Journalism è andato al lavoro “Mapping diversity” sviluppato da OBC Transeuropa e Sheldon.studio per EDJNet. Per quanto riguarda i numeri del festival sono intervenuti più di 80 speaker e oltre 300 giornalisti si sono iscritti ai corsi proposti per le 60 ore di formazione professionale continua che sono state erogate. Complessivamente, sono state 26 le ore di diretta streaming prodotte. Sul fronte social, Glocal ha avuto oltre 33mila visualizzazioni dei tweet, più di 30mila impression Instagram e ha raggiunto quasi 100 mila persone attraverso Facebook.


