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Vaccinazioni, nostra intervista al prof. Pregliasco: avanti con la terza dose anti-Covid e fare l’antinfluenzale
Da 19 mesi in prima linea contro il Covid sia come ricercatore sia come direttore dell’Ospedale Galeazzi, riconvertito,a tempo di record, per accogliere i troppi malati di Bergamo, Fabrizio Pregliasco ha conservato, negli anni, uno stile immutato: semplicità e chiarezza nelle spiegazioni scientifiche sono sempre state il suo forte fin da quando, negli anni ’90, aveva cominciato a raccontare al pubblico i meccanismi dei virus influenzali che mutano di anno in anno.
–Professor Pregliasco, dopo un anno di silenzio, l’influenza torna alla ribalta?
“Sì, le severe misure anti Covid l’avevano tenuta alla larga ma oggi registriamo la presenza del virus AH3N2,isolato in Lombardia e in Italia, che ci fa prevedere una incidenza di casi influenzali di medio- bassa intensità”.

– È bene prepararsi dunque?
“Tenga conto che in tempi pre Covid si sono contati dai sei a diecimila morti all’anno e che le conseguenze di una influenza, certo meno gravi di quelle del Covid, possono comunque portare a polmoniti secondarie. Dobbiamo dire poi che oltre al virus influenzale vero e proprio circolano altri virus come quello respiratorio sinciziale che colpisce i bambini con una forma specifica piuttosto grave che è la bronchiolite e che negli adulti determina una sorta di influenza. Certo è che per fare previsioni attendibili dobbiamo vedere quanto incideranno i comportamenti più disinvolti e le condizioni dell’inverno.”
– La vaccinazione antinfluenzale è dunque raccomandabile?
“Sicuramente, io stesso l’ho fatta contemporaneamente alla terza dose di anti Covid, ovviamente non sullo stesso braccio. Ci serve oltre tutto per poter eventualmente fare una diagnosi differenziale”.
– Anche chi è allergico all’uovo può farla?
“Guardi, deve trattarsi di una allergia conclamata e grave, non certo perché si è mangiato un piatto di tagliatelle che è rimasto sullo stomaco”.
– Cosa altro si può fare per tutelarsi in caso di influenza?
“C’è un vaccino tredicivalente coniugato che protegge dallo streptococco pneumoniae, un batterio responsabile del 60-70 per cento delle pomonite batteriche una delle complicanze dell’influenza.”
– Non le chiedo quale è il suo parere sulla vaccinazione contro il Covid perché è scontato, mi dica, invece, a che punto è la ricerca?

“Premetto ch il vaccino è il presidio fondamentale, anche se la ricerca finalmente è riuscita a concentrarsi su farmaci mirati come gli anticorpi monoclonali che si utilizzano per ora solo in ospedale. Fra breve uscirà, però, uno studio multicentrico a cui ho partecipato sulla possibilità di una somministrazione per via intramuscolare. Poi entreranno in campo il Molnupiravir, compresse, che fa “inciampare” la replicazione del virus (si attende fra uno o due mesi il via libera da Ema ) e il Panoxyvir che è un inibitore della proteasi. E ancora ci sono farmaci promettenti che agiscono sulla modulazione del sistema immunitario come l’Anakinra e il Tocilizumab. Ripeto, però, che tutti questi sono elementi complementari alla vaccinazione.”
–Cosa c’è nel futuro del professor Pregliasco?
“Un impegno molto gravoso, il Galeazzi, entro agosto, traslocherà in una struttura del tutto nuova,16 piani (in cui troverà spazio anche la Clinica Sant’Ambrogio) già pronta nell’aerea dell’ex Expo’. Una grande scommessa per tutto il personale ma sono certo che offriremo il meglio del meglio ai pazienti che si affidano al Galeazzi da tutta Europa”.
A cura di Alessandra Rissotto



