Per comprendere chi siano i talebani e come sia stato possibile arrivare alla loro (ri)presa di potere in territorio afghano è necessario ritornare al 1979, anno in cui, in piena Guerra fredda, i sovietici invasero l’Afghanistan con l’obiettivo di tenersi vicino il territorio. Si scatenarono così 9 anni di guerra civile, meglio indicata come guerra sovietico-afghana, che vide contrapposte da un lato le forze armate della Repubblica Democratica dell’Afghanistan, sostenute da un solido contingente di truppe terrestri e aeree dell’Unione Sovietica, e dall’altro vari gruppi di guerriglieri afghani noti come mujaheddin.
Dopo oltre nove anni di guerra, le truppe sovietiche si ritirarono ma gli scontri tra mujaheddin e truppe governative proseguirono nell’ambito della guerra civile afghana. Nel 1994, nel variegato mondo dei mujaheddin, nasce la fazione dei Talebani, noti per essersi fatti portatori di un ideale politico e religioso che vuole recuperare tutto il portato culturale, sociale, giuridico ed economico dell’Islam per costituire un Emirato, l’Emirato Islamico in Afghanistan.
Ci riusciranno due anni più tardi, nel 1996, e fino al 2001 saranno al potere. In questi anni i talebani godono del supporto degli Emirati Arabi e del Pakistan, ma sono soprattutto sostenuti dal giovane Osama bin Laden. Bin Laden, nato da una ricca famiglia in Arabia Saudita, dopo essere stato esiliato in Sudan, trova rifugio proprio in Afghanistan, dove fonda Al Qaida e dichiara guerra agli Stati Uniti dando inizio ad una serie di attentati e attacchi simili.
Nel 1998 Bin Laden e Al Qaida rivendicarono gli attentati alle ambasciate statunitensi che colpirono le sedi diplomatiche degli Stati Uniti in Kenya e Tanzania. Le Nazioni Unite, in tutta risposta, imposero significative sanzioni economiche e spinsero il governo talebano – afghano a smantellare le basi di addestramento nel paese.
I talebani non rispettarono quanto imposto e così si arrivò all’11 settembre 2001.
Due giorni prima dell’attentato alle Torri Gemelle, il 9 settembre 2001, i talebani assassinarono il Leone del Panshir, eroe della resistenza afghana che aveva da sempre combattuto il regime talebano in tutto il paese. Si trattò di un’azione volta ad eliminare chi avrebbe rappresentato un ostacolo nel mondo post 11 settembre quando, senza dubbio, sarebbero arrivate le risposte americane.
Nell’ottobre del 2001, gli Stati Uniti insieme al Regno Unito attaccarono l’Afghanistan. L’Amministrazione Bush ha giustificato l’invasione, nell’ambito della guerra al terrorismo, seguita agli attentati dell’11 settembre 2001, con lo scopo di distruggere al-Qaida e di catturare o uccidere Osama bin Laden.
Nel giro di pochi mesi gli americani sconfiggono i talebani e liberano il paese pur senza riuscire nella creazione di un nuovo stato in Afghanistan, di nuove istituzioni. La missione statunitense non può considerarsi definitivamente riuscita.
Ciò che nasce è certamente un nuovo governo con una nuova costituzione, ma da quel momento in poi l’invasione americana e di tutti i Paesi che hanno contribuito con le missioni Nato viene indebolita da un’attività costante da parte dei talebani.
Due anni dopo, nel 2003, gli americani invasero l’Iraq. Si trattò di un errore decisivo per la riuscita della missione americana in Afghanistan perché innumerevoli risorse umane ed economiche vennero indirizzate sull’Iraq.
In tutto questo c’è un aspetto molto importante da ricordare: chi controlla le strade, controlla l’Afghanistan e controlla il potere. Nel 2002 c’erano 50 km di strade asfaltate e l’obiettivo americano era quello di ricreare la ring road, una sorta di struttura autostradale circolare che avrebbe collegato l’intero paese. Gli Stati Uniti speravano di collegare le comunità isolate in tutto il Paese, portare il commercio, aumentare la sicurezza ed estendere l’influenza del nuovo governo afghano ma questo progetto non verrà mai portato a termine, complice il fatto di aver trasferito così tanti mezzi e risorse proprio in Iraq.
Proprio negli ultimi mesi e nelle ultime settimane i talebani, grazie al ritiro delle truppe Usa, hanno preso il controllo delle strade, degli aeroporti e del Paese.


