“Insensati come siamo, noi vogliamo conquistare tutto, come se avessimo il tempo di possedere tutto”. (Federico II di Svevia). E se il motto è, oggi più che mai, valido, occorreva un monito. Un avvertimento, che mettesse in guardia contro il male della società. Si tratta della Piramide siciliana, ubicata sulla leggera altura di Motta d’Affermo, in provincia di Messina. E l’estate siciliana inizia qui con il ‘Rito della Luce’, affascinante programma che astronomicamente ha avuto inizio il 21 giugno scorso, e ha raggiunto il suo apice nel week end del 25-26 giugno. Un fitto programma di eventi, tra performance, musica, danza, con il coinvolgimento di numerosi artisti. Tutti invitati, loro e il pubblico, a vestire di bianco. Un modo per condividere anche visivamente l’anima della bellezza e della conoscenza. Sì, perché anche la Trinacria ha la sua Piramide. Non egizia, ma quella dell’artista contemporaneo Mauro Staccioli. Costruita in acciaio corten, si mostra come un simbolo magico. L’opera, realizzata dalla Fondazione Fiumara d’Arte di Antonio Presti, viene aperta in occasione del Solstizio d’estate. E, prima di salire alla Piramide, è possibile soggiornare all’albergo museo Atelier sul Mare di Castel di Tusa (Me), hotel d’arte con magnifiche stanze allestite da straordinari artisti.


Siamo esattamente sul 38° parallelo, un avamposto in quota sul mare e prospiciente gli scavi di Halaesa. La Piramide, che fa parte della Fiumara d’Arte del maestro Mauro Staccioli, sta lì superba, quasi a seguire il corso della natura. Alta 30 metri e orientata a Nord-Ovest, è spaccata da una fessura da cui, al tramonto, penetra la luce. “Perché è indispensabile guardare verso l’alto”, afferma sicuro Antonio Presti. Ed è proprio Antonio Presti, che ha voluto tutto questo. Lui, palermitano di origine e mecenate contemporaneo, quasi a voler seguire le orme già perfettamente tracciate nel Medioevo dal celeberrimo sovrano Federico II, ha creato qualcosa che non è solo arte, bensì un’impronta, un segno artistico di bellezza, di concordia, pace e rispetto, in contrapposizione a ciò che avviene dall’altra parte del globo, dove sullo stesso tracciato convenzionale del 38° parallelo, convivono contrapposte le due Coree. Si tratta di un invito a elevare lo sguardo verso l’infinito, e a coltivare la conoscenza come unico baluardo della libertà. “Dovremmo sempre guardare verso l’alto – afferma Antonio Presti -. Ma oggi, la società, e in particolare i giovani, guardano verso il basso. Viviamo in un mondo in cui la dicotomia bene/male, bianco/nero, alto/basso, è sempre più vivida. Non è però la via del doppio che restituisce bellezza, bensì l’unità. Perché è nell’unità che ogni creatura può esprimersi. Dovremmo imparare dal ‘noi’. Ma il male della nostra società, si chiama cecità”.

E la Piramide fa parte di quel gruppo di figure geometriche il cui nome le è stato attribuito dai greci. Nell’antico Egitto, era chiamata Mr (pronunciato ‘Mer’). I due segni sono ricchi di significato. Il prefisso M significa luogo, e R designa l’atto di salire. Quindi, ‘luogo di ascensione’. E, alle sue origini, la Piramide simboleggiava una scala, mezzo di tramite per la salita verso il cielo. In seguito, sarà usata come tomba. La base della Piramide è un Quadrato, che esprime il perfezionamento. Il 4 raddoppiato, diventa infatti 8, il numero di Thot, della Conoscenza. Due quadrati formano un rettangolo, o quadrolungo, simbolo dello spazio organizzato, creato e sacralizzato. La simbologia del Quadrato, ricchissima, esprime pertanto il principio della progressione. Esso corrisponde alla terra, alla stabilità, alla sostanza, all’immutabilità. Il Mistero Divino si esprime attraverso 3+1=4 (3 è Dio, 4 il Mondo). I quattro Triangoli che partono dal quadrato di base della Piramide, terminano con Uno, il piramidion (la sommità), il divino. In Egitto, il triangolo simboleggiava la Stella Sirio e la luce zodiacale. La Piramide, concentra quindi calore e luce divina, canalizzandolo verso i corpi posti in essa (la mummia o l’iniziato), così che essi rinascano al momento della fusione di Osiride (il 4), con Ra (il 3). “La conoscenza però non è per tutti – continua Antonio Presti -. La visione dell’invisibile, è difficile da attuarsi. Ma non è impossibile”. E se oggi, tutti guardano, ma moltissimi non vedono, ecco che la Piramide del 38° parallelo siciliano vuole parlare. Spiegare. Al calar del sole, la Piramide comincia a esprimersi. Prodotti dalle giunture che si raffreddano, si odono infatti crepitii ed echi, mentre al centro dello spazio si ritrova un percorso a spirale, simbolo di un viaggio iniziatico.
La Piramide, quindi, avvisa. Lì, sotto il sole cocente siciliano. “Non invidio a Dio il Paradiso, perché sono ben soddisfatto di vivere il Sicilia”, affermò Federico II. Ma forse, la Sicilia potrebbe essere una sorta di porta per l’Eden.


