Un grave lutto ha colpito il giornalismo italiano. E’ morto oggi, lunedì 14 giugno, Livio Caputo, 87 anni, giornalista di razza e grande firma internazionale. Lo scorso 17 maggio Livio Caputo era stato nominato direttore del quotidiano “Il Giornale”, fondato da Indro Montanelli.
Giornalista e scrittore, Caputo era uno degli esponenti più in vista del movimento Liberale italiano. Era nato a Vienna il 24 agosto del 1933, da padre piemontese di ascendenze napoletane e madre triestina. Dopo una laurea in Giurisprudenza a Torino, aveva intrapreso la carriera giornalistica già durante gli anni dello studio, diventando corrispondente da Bonn per il Corriere d’Informazione e il settimanale Gente, per poi trasferirsi a Londra come inviato dei quotidiani Il Resto del Carlino e La Nazione e del settimanale Epoca. Dopo questa esperienza londinese nel 1965 venne inviato a New York, come capo della redazione dei periodici della Arnoldo Mondadori Editore. Rientrato in Italia nel 1970, fu inviato per Epoca, di cui divenne per un breve periodo direttore nel 1976. In seguito entrò come inviato ed editorialista nel quotidiano Il Giornale, fondato e diretto da Indro Montanelli, e si distinse come uno dei commentatori di Telemontecarlo. Nel 1979 subentrò a Nino Nutrizio alla guida del quotidiano La Notte, restando in carica fino al 1984, quando il giornale venne ceduto al gruppo Rusconi. Passato al Corriere della Sera come capo dei servizi esteri, nel 1992 è tornato al Giornale come vicedirettore. La collaborazione è continuata anche in tempi recenti con articoli di politica estera e con la rubrica quotidiana di risposte alle missive dei lettori “Dalla vostra parte”. Nel 1994 si è candidato al Senato nelle file di Forza Italia nel collegio di Bergamo venendo eletto e diventando prima vice capogruppo vicario e poi sottosegretario agli Affari Esteri. Non è stato rieletto nel 1996, ma l’anno seguente è entrato nel Consiglio comunale di Milano, dove è rimasto fino al 2006.
Ha espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia per la scomparsa di Livio Caputo il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana: “Un Professionista con la ‘P’ maiuscola, oltre che un grande inviato e un ottimo direttore. Un grande maestro di giornalismo. Senza dimenticare il suo impegno civile al Parlamento. L’ho conosciuto personalmente e mi piace ricordarlo quando, ancora da studente universitario, partecipai a un affollatissimo incontro a Varese. Restai colpito dall’efficacia e dalla concretezza dell’intervento con cui Caputo descrisse l’esperienza di giornalista raccontando casi di cronaca e nera e in particolare di sequestri di persona”.
Lo ricorda così il giornalista Giuseppe Gallizzi, una vita al Corriere della Sera: “Oggi il giornalismo ha perso uno dei suoi migliori professionisti. Livio Caputo per anni ha svolto la professione con grande preparazione ed impegno ricoprendo ruoli importanti nei quotidiani italiani. Prima direttore della Notte, succedendo al mitico Nino Nutrizio, poi al Giornale di Montanelli ed infine al Corriere della Sera. Ricordo i tanti contributi che Livio dava durante le riunioni per la preparazione dei giornale nella “Sala Buzzati”. Saggio ed abile spesso contribuiva a determinare le scelte editoriali del quotidiano, soprattutto in materia di politica estera. Ciao Livio, riposa in pace“.


