Spettacoli
Covid, Barcellona rivive l’emozione del concerto dal vivo con 5 mila spettatori. L’esperimento è un successo
BARCELLONA – Esperimento riuscito: in Spagna 5000 persone sono tornate a vivere l’emozione di un concerto dal vivo. Tra canti e balli, tutti vicini sotto un palco che, oltre ai riflettori, ha riacceso le speranze di tutti i lavoratori del mondo della musica e dello spettacolo.
Si tratta di un tentativo messo in scena a Barcellona, all’arena Palau Sant Jordi e che ha visto come protagonisti i “Love of Lesbian”, gruppo pop/rock indie spagnolo formatosi nel 1997.
I partecipanti hanno dovuto obbligatoriamente sottoporsi a test rapido antigenico alcune ore prima dell’evento: solo chi è risultato negativo ha potuto prendere posto nell’arena e godersi lo spettacolo.
Dei 5000 spettatori, solo sei sono risultati positivi al Covid-19 e non hanno potuto partecipare.
Secondo quanto riferisce il quotidiano La Vanguardia, l’intera operazione è stata supervisionata da un team di medici a garanzia e sostegno della sicurezza dell’esperimento.
Il concerto si è svolto senza intoppi significativi e sembrava quasi che il mondo non fosse mai stato flagellato da una pandemia se non per l’obbligo di indossare le mascherine. Ai partecipanti, infatti, sono state distribuite mascherine FFP2 , il cui uso era obbligatorio ovunque tranne nelle aree adibite alla consumazione di cibo e bevande.
Ma il concerto dei “Love of Lesbain” non è stato il primo esperimento di questo genere: sempre a Barcellona, lo scorso dicembre, è stata data l’opportunità a 643 persone di riunirsi in un locale chiuso, l’Apolo. L’accesso al locale era consentito solo ed esclusivamente se muniti di tampone negativo e mascherina, ma al suo interno non vigeva alcun tipo di distanziamento. Risultato? Nessun contagiato.
È ancora presto per parlare di una ripresa totale di concerti, spettacoli ed eventi dal vivo, ma senza dubbio questi esperimenti alimentano le speranze dei promotori e del pubblico di rivedere il prima possibile i palazzetti, i teatri, le arene e gli stadi pieni come lo erano molti mesi fa.
Federica Cozzi


