Il 27 gennaio ricorre il nono anniversario della nascita di AIVM, Associazione che si occupa di supportare gratuitamente vittime di malagiustizia ed errori giudiziari. Dati alla mano, sono oltre 9.000 le vittime di malagiustizia che l’Associazione ha aiutato da quella data.
In occasione dell’anniversario della nascita l’Associazione, che si basa interamente sul volontariato, ha tirato un bilancio dell’attività svolta negli ultimi due anni, da cui emerge che il fenomeno della malagiustizia è a tutt’oggi estremamente diffuso. Le persone a cui AIVM ha dato sostegno nel 2019 e nel 2020 sono oltre 1.500.
Nel 2020 AIVM ha ricevuto in media 10 telefonate e 6 contatti via email o social al giorno, ed il traffico al sito web ha raggiunto i 20.000 utenti mensili: dati anch’essi significativi per comprendere quanto questa problematica sia estesa.
L’analisi dei profili delle vittime che si sono rivolte all’Associazione evidenzia che la malagiustizia colpisce tutti, anche membri delle forze dell’ordine e grandi imprenditori. Il 65% delle persone che si sono rivolte ad AIVM ha avuto problemi con i propri legali. Oltre il 90% delle vittime soffre di conseguenze socio-economiche significative (suicidi, famiglie rovinate, perdita di lavoro e a volte anche dei propri figli).
“Tra le migliaia di casi di cui ci siamo occupati, evidenzio a titolo esemplificativo la vicenda di un bambino ucciso da un pirata della strada, conclusasi solo dopo 34 anni con un risarcimento irrisorio, e la vicenda di Diego, che ha trascorso ingiustamente 4 giorni in carcere ed è stato risarcito con 820 euro, che dopo 10 anni non è ancora riuscito a riscuotere” – dichiara Mario Caizzone, presidente e Fondatore di AIVM. “I dati sconfortanti che emergono dal nostro bilancio del 2020 devono essere uno stimolo alle istituzioni affinché queste ultime si occupino delle vittime di malagiustizia e forniscano strumenti per accompagnarle in percorsi che spesso si rivelano drammatici e senza concrete vie d’uscita.”
Nella foto Mario Caizzone


