Politica
Quando Napolitano fustigò deputati e senatori che lo volevano rieleggere presidente della Repubblica
Leggiamo un’altra chicca, svelata dal nuovo libro di Mario Nanni, sui tutto quello che avvenne e avviene nel Parlamento italiano che vede protagonisti i nostri politici.
“Ciò accadde in Parlamento in seduta comune, quando Napolitano fustigò deputati e senatori. E loro? Lo applaudirono freneticamente. Ripetutamente. Sembrò quasi un inconsueto rito di massa. Che cosa era accaduto? Nel 2013 scadeva il settennato di Napolitano come presidente della Repubblica.
E sebbene nel PCI qualcuno (il terribile Giancarlo Pajetta) anni prima lo avesse paragonato nell’aspetto Umberto di Savoia, disse di non essere disponibile a “regnare” ancora. Si andava infatti profilando l’ipotesi di una rielezione.
“Finire il mandato a 95 anni nel 2020? Assurdo”. Disse il presidente.
Ma, non essendo capace il Parlamento di votare un nuovo Presidente (Prodi rimase impallinato della carica dei 101 franchi tiratori, tutti di marca Pd), le forze politiche salirono quasi tutte al Colle per chiedere a Napolitano di farsi rieleggere. Saltando a piè pari su precedenti pretesti e dinieghi, Napolitano accettò. Ma da allora si comportò come un re, sia pure costituzionale.
E nel discorso che fece nel Parlamento riunito usò accenti e parole di una durezza inusitata e sicuramente senza precedenti, spronando le forze politiche a fare e riforme”.
Questa vicenda è raccontata con numerosi particolari nel nuovo libro di Mario Nanni, PARLAMENTO SOTTERRANEO, miserie e nobiltà, figure e scene di ieri e di oggi, edito da Rubbettino. Pagg 230, 16 euro. Dal 12 novembre in libreria e sulle piattaforme on line Amazon, Feltrinelli ecc. Ed è già disponibile.


