Questa è una di quelle notizie che mai vorresti sentire, vedere, leggere, anche se lo sai che può succedere: è la vita con le sue regole scritte (forse) dal ciclo naturale dell’esistenza. E’ morto il collega e caro amico Francesco Lamberini, cronista di razza che amava il “mestieraccio”, ma quello che più conta, era una persona perbene, come ho avuto modo di constatare nei primi Anni Novanta quando ero segretario di redazione del quotidiano La Notte e lui corrispondente da Bergamo. Veniva spesso in redazione e passava sempre a salutare. Sperava di essere assunto e venire a Milano, ma erano anni difficili quelli per l’ultimo quotidiano del pomeriggio rimasto in Italia. Diversi cambi di proprietà e l’ultimo editore, Paolo Berlusconi, che decide di chiuderlo improvvisamente il 30 gennaio 1995. Adesso leggo che il povero Francesco a soli 70 anni se n’è andato. Mi dispiace molto. Riposa in pace amico mio.
Di seguito mi fa piacere pubblicare la notizia riportata su L’Eco di Bergamo e il ricordo che fa di lui l’amico e collega Cesare Zapperi, inviato speciale del Corriere della Sera. (A.G.)
“Amava il suo lavoro in modo incondizionato e non l’avrebbe cambiato con nessun altro al mondo. È mancato all’improvviso ieri mattina Francesco Lamberini, giornalista professionista, collaboratore de L’Eco di Bergamo dalla seconda metà degli anni ’90 fino a cinque anni fa, quando aveva raggiunto la meritata pensione. «Francesco mi ripeteva spesso che, nonostante la fatica della sua professione, non avrebbe mai cambiato lavoro – ricorda Clementina Gotti, compagna di una vita –. Gli piaceva troppo scovare le notizie, scrivere, stare con i colleghi in redazione, vivere ogni giornata in modo diverso perché anche questo, diceva, era il fascino del giornale e del giornalismo».

Francesco Lamberini, classe 1950, era originario di Roma, del quartiere Testaccio, cosa di cui andava orgoglioso, ma ormai era diventato bergamasco d’adozione. Arrivò a Bergamo nel ’79 e iniziò subito a lavorare a quello che una volta era il Giornale di Bergamo e quando il quotidiano chiuse iniziò a lavorare a Bergamo Oggi per poi passare a collaborare con L’Eco di Bergamo. «Come giornalista esordì al Giornale d’Italia di Roma – prosegue Clementina –, poi collaborò anche con quotidiani come Avvenire, La Nazione, La Notte, per poi essere assunto al Giornale di Bergamo dove si occupava di cronaca, ma anche di curare gli speciali. E a Bergamo Oggi si occupò anche di Interni ed Esteri. Era una persona molto precisa e scrupolosa che amava conservare la memoria di tutto quanto scriveva. Negli anni infatti aveva dato vita a un vero e proprio archivio di tutti i suoi lavori. Sempre disponibile con tutti, appena poteva fare un favore non si risparmiava».
ADDIO FRA’
All’improvviso, a tradimento come sempre, ti arriva l’sms che ti toglie il fiato: “È morto Lamberini”. Resti lì inebetito. Sì, Francesco Lamberini, Fra’, Lamber come tutti noi di Bergamo Oggi lo chiamavamo. Romano dalla simpatia contagiosa, la battuta sempre pronta, un modo di affrontare la vita (e quindi anche la professione) con un inconfondibile e inimitabile disincanto. Con le sue uscite Francesco ha scritto buona parte dell’aneddottica di quello straordinario caravanserraglio umano e giornalistico che fu il quotidiano di via Palazzolo. Lamberini era un cronistaccio di quelli di antica memoria. Dopo alcune esperienze romane e milanesi, era approdato a Bergamo Oggi dove si era occupato di tutto (sport a parte). Poi ha lavorato per La Notte e per una decina d’anni, con l’umiltà di un ragazzino (non sempre compresa da tutti i colleghi) come collaboratore per L’eco di Bergamo. Chi l’ha conosciuto non potrà mai dimenticare la sua umanità, il suo sorriso contagioso, le battutacce hard su cui era imbattibile. Francesco era fondamentalmente un ingenuo, con un suo originale modo di lavorare. Ma era una persona per bene e leale. Doti che sono sempre più merce rara. Addio Fra’, ti abbiamo voluto bene.
Cesare Zapperi


