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Post Covid-19: gli ospedali di Sesto e Cinisello controllano i ricoverati ormai guariti con un attento follow up a 3, 6 e 12 mesi dalla dimissione
Gli ospedali di Cinisello Bassini e di Sesto San Giovanni della ASST Nord Milano si riconfermano centri di riferimento per la gestione della pandemia da Covid-19, anche adesso che l’emergenza sembra essersi attenuata. I due ospedali, infatti, effettuano un accurato follow up sulle persone che sono state ricoverate, richiamandole per controlli a 3, 6 e 12 mesi dalla dimissione. L’obiettivo è prendersi cura di questi casi ben oltre il periodo strettamente di ricovero e cura, controllando anche le condizioni fisiche e psicologiche anche a diversi mesi dalla dimissione. Una ulteriore dimostrazione dell’accuratezza e della dedizione che questi due ospedali riservano al loro ricoverati. Il protocollo consente ai pazienti di continuare a ricevere una assistenza multidisciplinare da parte degli specialisti dell’ASST anche dopo la dimissione. Il personale medico ed infermieristico, prendendosi cura degli ex malati, può capire di più sugli effetti a medio e lungo termine della malattia e della lunga degenza ospedaliera, non soffermandosi solo sugli aspetti strettamente fisici ma anche su quelli neurologici e psichici.

Il protocollo di follow-up dei pazienti ricoverati per Covid-19 presso l’Ospedale Bassini di Cinisello Balsamo e l’Ospedale Città di Sesto San Giovanni e presenti nel territorio dell’ASST Nord Milano è partito da pochi giorni. “Possediamo il database di tutte le persone ricoverate fin da marzo e le contattiamo in base all’ordine di dimissione” esordisce la dottoressa Daniela Bokor, cardiologa e coordinatrice del progetto. “L’obiettivo è effettuare un controllo a 3, 6 e 12 mesi dalla dimissione, per verificare che una persona si sia fisicamente ripresa, che sia guarita senza complicazioni o per intervenire precocemente in caso di riscontro di problemi attivi. Inoltre, un secondo obiettivo è quello di verificare come evolve questa malattia a distanza di tempo. Abbiamo deciso di arruolare tutti i ricoverati, di tutte le età e in tutte le forme, sia coloro che hanno avuto la malattia in modo lieve, sia quelli che invece hanno sviluppato complicanze e sono stati ricoverati in rianimazione”. Sono stati già ricontattate circa 50 persone delle 250 ricoverate per Covid nelle due strutture e residenti nel territorio dall’ASST o nei territori vicini: gli ex pazienti vengono contattati telefonicamente e sottoposti preliminarmente a una check list per verificare le condizioni di salute, se i pazienti dovessero riferire sintomi si procede con un tampone e in seguito si pianificherebbero gli appuntamenti del follow-up. Quindi, si controlla attraverso il Centro Servizi che i pazienti abbiano eseguito due tamponi che siano risultati negativi alla fine della malattia o che abbiano il certificato di fine quarantena, segnale che un soggetto non è più contagioso e può quindi accedere con sicurezza al centro ospedaliero.

Il follow up consiste di due momenti di visita, una all’ospedale Città di Sesto San Giovanni e una al Bassini di Cinisello. La visita di follow-up prevede, dopo la valutazione della storia clinica del paziente prima, durante e dopo il ricovero, l’effettuazione di esami ematochimici, TAC del torace, spirometria, six minute walking test, ecocardiogramma, valutazione stato di depressione o ansia, visita nutrizionistica e fisiatrica (per coloro che hanno seguito ciclo di fisiotrapia durante il ricovero). In casi selezionati potranno essere effettuati, se necessario, test cardiopolmonare e doppler venoso. Ma andiamo con ordine: “I due centri sono caratterizzati da specialità che sono complementari nel controllo degli ex pazienti – continua la dottoressa Bokor. – A Sesto, il paziente viene preso in carico dall’equipe del dottor Antonio Foresi, primario di pneumologia. Vengono effettuate le valutazioni pneumologiche, la spirometria per controllare la funzionalità respiratoria, il test del cammino per vedere la reazione di cuore e polmoni durante un esercizio fisico standardizzato”. Al Bassini invece vengono accolti dalla struttura del Day Hospital Medico, dove in collaborazione con la dottoressa Grazia Traverso, vengono sottoposti a una visita internistica che comprende un elettrocardiogramma, ad esami ematochimici che includono anche un analisi sierologica per rilevare l’immunità residua, a un esame neurologico di base, a una visita nutrizionistica. Se vengono rilevati problemi vengono programmate visite specialistiche dedicate o esami di approfondimento.
Per controllare la funzionalità del cuore, oltre all’elettrocardiogramma per tutti viene effettuato un ecocardiogramma completo ad ogni controllo, quindi a 3, 6 e 12 mesi, per escludere alterazioni al muscolo cardiaco che l’elettrocardiogramma da solo non riesce a fornire. Un altro esame che viene effettuato è l’ecografia dei polmoni, prima di questa pandemia in realtà poco utilizzato ma adesso essenziale anche in pronto soccorso per individuare subito problemi a livello respiratorio.
Infine viene fatta una Tac a tre mesi e poi a un anno. “Ad alcuni pazienti viene anche proposta la visita neuropsicologica, purtroppo non estendibile a tutti per ragioni organizzative, ma effettuata sempre nelle persone che alla visita internistica mostrano alterazioni cognitive conseguenti al Covid – dice ancora la coordinatrice -. Ove possibile viene effettuata nei soggetti che non hanno avuto complicanze per valutare le conseguenze dalla polmonite atipica anche in situazioni di normalità”.
È un lavoro ampio, effettuato in team e multidisciplinare in cui un ruolo essenziale è svolto dal personale infermieristico, in particolare del Day Hospital Medico, che coordina il flusso dei pazienti nel percorso diagnostico nell’ambito dell’Ospedale Bassini e interagisce con il polo di Sesto per garantirne l’accesso nei tempi corretti. L’obiettivo è anche raccogliere informazioni cliniche sulla morbilità, mortalità, capacità di esercizio, quality of life, stato psicologico delle persone ricoverate durante l’epidemia di Covid-19. In seguito agli accertamenti condotti ad ogni visita, sarà possibile programmare, per ciascun paziente, visite specialistiche, esami di approfondimento e programmi di riabilitazione. Le informazioni raccolte potranno essere utili anche per altri centri, data la mole di dati raccolti. Aggiunge la dottoressa Bokor: “Sarebbe stato utile creare una rete regionale tra ospedali, ma purtroppo non è stato effettuato da subito. Noi comunque abbiamo raccolto le informazioni in un database e continueremo a farlo, per analizzarle ed eventualmente metterle in comune con altri centri per avvalorare e confermare i nostri risultati su un numero maggiore di pazienti”.
Roberta Raviolo


