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Onnipotenti no, eroi spesso sì: grazie ai medici che salvano, incoraggiano e rassicurano
Ieri abbiamo pubblicato un articolo in cui il nostro direttore Michelangelo Gallizzi racconta un personale momento drammatico, vissuto l’anno scorso, che ha avuto un epilogo felice soltanto grazie al tempestivo intervento di un chirurgo dell’Ospedale di Sesto San Giovanni e della sua équipe (leggi l’articolo). La psicoterapeuta Federica Mormando, prendendo spunto da quest’esperienza, aggiunge alcune riflessioni sul tema.
Ringrazio Michelangelo Gallizzi per aver descritto l’esperienza di un paziente – lui stesso – e avermi offerto l’occasione di scrivere di medici. Quelli, tanti, che non sono chiamati eroi, perché quotidianamente lo sono. Senza comparsate. Senza interviste. Semplicemente perché sono medici. Ricordo quando tenevo lezioni alla specializzazione “medici di famiglia”. Il mio stupore era grande, quando chiedevo: ”Cosa prova un paziente quando va dal medico?” e ai giovani perlopiù non veniva in mente la paura; beati loro, che non l’avevano ancora provata. Se soltanto sono riuscita a insegnare questo, il mio corso non è stato inutile. I medici lo devono non solo sapere, ma sentire, che il paziente ha paura, che per prima cosa devono rassicurare, meritare la fiducia, trasmettere la propria volontà di curare e bene.
“Michelangelo, adesso ti addormento”. Il volto dell’anestesista è dolce e rassicurante.
La paura è anche delle persone care, che attendono, impotenti. Terminata l’operazione “Il team dei medici li raggiunge quasi subito” e li rassicura.

Parlo dell’équipe del professor Pichi Graziani, Ospedale di Sesto San Giovanni, che non è segnalato dai media come altri di più grandi città. E proprio per questo è importante che gli sia dato un riconoscimento ufficiale, il “Sesto d’oro”, e che si scomodino, i media, a darne notizia, notizia importante. Un medico, un chirurgo, possono dare il meglio di sé soltanto se l’Ospedale tutto è condotto magistralmente. Una buona équipe è frutto del lavoro di tanti, di tutti. Di tutta la complessa organizzazione di un ospedale. Il riconoscimento all’Ospedale di Sesto è importante non solo per il professor Pichi Graziani ”l’angelo che mi ha tenuto aggrappato alla vita” e la sua équipe, ma per tutti gli ospedali poco noti al pubblico, in cui medici veri fanno i medici, spendendo le proprie energie, in dure giornate vicine al confine vita-morte.
Medici che salvano, che incoraggiano, riuscendo a dare serenità e appoggio nonostante il dolore che quotidianamente affrontano, che li costringe a non dimenticare la crudeltà della vita e della malattia e a combatterla sempre. In questo periodo in cui, a parte pochi casi, sembra si voglia infangarli, i medici. Di questi tempi in cui si colpevolizzano anche di non essere onnipotenti, tanto da far nascere la medicina difensiva, per difendere la classe medica dalle accuse che piovono soprattutto da chi desidera risarcimenti, è importante ricordare che bisogna dire grazie, ai tantissimi professionisti che sanno dare un valore aggiunto alla professione: che sanno comprendere e rassicurare, consci che se cala la paura, aumentano le difese dell’organismo. E la fiducia nel mondo.
Federica Mormando

psicoterapeuta e psichiatra
(Foto in alto di skeeze da Pixabay)


