Wednesday, September 09, 2026

Società

Continua l’odissea dei nidi privati. E a Trezzano Sul Naviglio “I Birichini” fanno sentire la propria voce sui social

Maggio 16, 2020

La voce dei bambini. Ecco cosa manca di più, in tempi di Coronavirus. E lo sa bene anche chi, con i bimbi, ci lavorava. Lo schioppettio del vociare squillante dei piccoli, il fragore delle loro risate. I passi incerti, via via più sicuri, di mini soldatini che giocano insieme. E tutta questa solitudine, viene seguita anche da un’incertezza economica. Ecco quindi che parte una catena sui social. Ma si tratta di una catena particolare, stavolta. Fatta di amore verso i più piccoli e verso il lavoro con loro. Per gridare al mondo – e stavolta sono gli adulti a gridare – che manca tutto. Anche i gridolini infantili, appunto. “A seguito della pandemia, abbiamo chiuso tre mesi fa il nostro nido – afferma Anna De Martino, titolare del nido privato “I Birichini” di Trezzano Sul Naviglio, alle porte di Milano -. Ma, ad oggi, non abbiamo ancora nessuna risposta. Nell’ultimo Decreto, che attendevamo con ansia, non si parla dei bambini da zero a tre anni. Non si dice cosa accadrà ai nidi privati a settembre. E, ad oggi, né a me né alle mie ragazze è ancora arrivata la cassa integrazione. Quindi noi abbiamo voluto esprimere il nostro disorientamento su Facebook. Per farci sentire. Forse non servirà a nulla, ma desideriamo esprimere il nostro dolore”.

Asilo Nido di Trezzano Sul Naviglio

Era il 26 maggio 2002. A Trezzano Sul Naviglio, Anna De Martino apriva “Il nido dei birichini”. Un progetto che Anna, che dell’amore verso i bimbi ha fatto la sua professione, ha portato avanti con grinta. E determinazione. E amore. “I bimbi. Le ragazze che lavorano con me. I genitori, e i nonni dei bimbi. Loro sono la mia seconda famiglia. Ma tutti noi, adesso ci sentiamo abbandonati. Le mie ragazze, che amano e hanno costruito con me un’isola felice per i più piccoli, oggi sono a casa. Come tanti, è vero. Ma noi, nel nostro settore, abbiamo un’incertezza in più, quella di non sapere cosa ci accadrà a settembre. E adesso anche i debiti si stanno accumulando. Io ho 9 dipendenti. Ragazze splendide che mettono il cuore nel loro lavoro. Ragazze che sono state dimenticate. Così come sono stati dimenticati loro, i più piccoli”.

“Birichini”, asilo nido di Trezzano Sul Naviglio

Nel nostro Paese, solo un bambino su 10 può accedere a un asilo nido pubblico, con picchi negativi che si registrano in regioni come Calabria e Campania, dove la copertura è pressoché assente. Ma l’emergenza Coronavirus, sta mettendo a rischio la copertura privata, diffusa nel resto d’Italia. E sono circa 13.500 i nidi privati a livello nazionale, a cui si aggiungono le scuole materne private dai 3 ai 6 anni, le ludoteche e gli spazi be.bi., per un totale di oltre 20mila imprese, ora a rischio.

I Birichini di Trezzano erano un’isola felice. Pareti colorate dove migliaia di piccoli hanno imparato a camminare. A lavarsi i dentini che spuntavano incerti. A fare i ‘camerieri’, portando i bicchieri ai compagni nell’ora della pappa. A dormire vicino all’amico di giochi. Ad aspettare quieti che le mamme tornassero dal lavoro. Qui, i più piccoli hanno appreso cosa significa socializzare. Senza distanza emotiva. Così, col cuore. Come solo i più piccoli sanno usarlo. “Qualcuno ci ascolti, perché la nostra realtà rischia la chiusura – conclude Anna De Martino -. È un limbo. Ma quelli che ne risentono, alla fine, sono sempre i più fragili. Dallo Stato, noi siamo classificati come ‘microimpresa’. Ma per i bambini, noi siamo una seconda casa. E per le mie ragazze, I Birichini sono lavoro e passione”.

Alessandra Pirri

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